La Sceneggiata della Rai, l’opinione di Angiolo Alerci

LA SCENEGGIATA DELLA RAI

Con una tempestività rara nei comportamenti dei responsabili che si sono succeduti negli ultimi vent’anni, nella gestione di quello che dovrebbe essere il massimo servizio pubblico direttamente gestito dallo Stato, la RAI ha deciso la chiusura anticipata dello Show di Paola Perego.
Provvedimento importantissimo adottato d’urgenza da parte da quei vertici che hanno visto la “ pagliuzza” negli occhi della Perego e non le numerose e grosse travi che offuscano la vista dell’intero management dell’ente.
I’ errore della Perego, o meglio dei responsabili del programma, è stato un peccato veniale in confronto a tutto quanto gira, in modo non sempre chiaro, intorno al colosso RAI.
Ai meno informati, convinti che RAI fosse soltanto presente nei programmi 1,2,3 di radio e televisione, ricordiamo che la RAI gestisce anche i programmi televisivi di RAI 4, RAI 5, RAI Sporti 1 e 2, RAI News, RAI Movie, RAI Premium, RAI Gulp, RAI Yoyo, RAI STORIA, RAI Scuola, numerosi altri programmi radiofonici ed ha in corso l’attivazione di diversi canali in HD.
L’ elefantiasi della nobile struttura che eroga compensi e stipendi “particolari,” si serve di numerose, continue e costose collaborazioni, spesso in regime di monopolio, le quali forniscono programmi triti e ritriti nelle speranza di ottenere soltanto buoni profitti dalla pubblicità.
La RAI servizio pubblico, ha creato nel suo seno paletti che delimitano aree riservate entro le quali i titolari, da padroni, si affannano per favorire spesso amici e compiacenti, nel maldestro tentativo di produrre un buon prodotto
Spesso gli stessi ospiti nei vari programmi, notevole il numero dei soggetti chiamati a fare gli opinionisti in diverse trasmissioni, libertà assoluta nel fare affermazioni e dichiarazioni che travalicano quello che è stato il peccato veniale di Paola Perego.
La RAI ha dimenticato la serietà e la compostezza delle “Tribune politiche” trasmesse nel periodo della cosiddetta prima Repubblica.
Assistiamo a programmi televisivi che nulla hanno a che fare con quelli allora trasmessi in bianco e nero, dove oggi le violente contrapposizioni, a sostegno di tesi diverse, vengono continuamente alimentate dagli odierni conduttori i quali, alla chiara esposizione delle diverse opinioni per renderle comprensibili a milioni di telespettatori, preferiscono creare un clima di grida, confusione, contrapposizione, spesso contatti fisici ,che servono soltanto per aumentare l’audience.

Recentemente la RAI ha licenziato Bianca Berlinguer, figlia del più grande Segretario del Partito Comunista Enrico, dalla Direzione di RAI 3, sembra su sollecitazioni della sua stessa parte politica, affidandole una nuova rubrica “Cartabianca”.
Il nome della rubrica in questo caso ha tratto molti in inganno.
Cartabianca per potere agire in assoluta autonomia, senza condizionamenti ? oppure carta (di) Bianca, come è stato interpretato dalla stessa conduttrice, la quale memore dello scherzo fattole di dimissionarla dalla direzione della rete, la utilizza prevalentemente per togliersi tutti i sassolini accumulati, indirizzando spesso i dibattiti in forte polemica con quello che è stato l’ultimo Segretario del P.D.
Ricordiamo, infine, alcuni prodotti palettati: “ I fatti vostri” di Magalli, “La prova del fuoco” della Clerici, “Porta a porta” di Vespa” “ Torto o ragione” della Leofredi, “Che tempo che fa “ di Fazio, senza tener conto di quello che certamente accade in tutti i canali televisivi minori della RAI.
La RAI ha voluto dare una lezione alla Perego ? Usi lo stesso metro per tutta la sua gestione e quella dei programmi senza scimmiottare le reti private ed il suo bilancio, non solo quello economico, ma della qualità che un servizio pubblico ha il dovere di dare, sarà certamente molto positivo.
angiolo alerci

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