La “Primavera” del movimento calcio in provincia di Enna: l’opinione del giornalista sportivo ennese Giovanni Albanese

Di domeniche di calcio da raccontare ho perso il conto strada facendo. Perché ognuna ha una storia. Ma la domenica appena trascorsa, è diversa. Perché ci sono quei momenti che segnano. E non vanno dimenticati: non devono passare inosservati.
Le mie prime cronache sulle pagine sportive del Giornale di Sicilia le feci per le partite di Agira e Troina, quasi quindici anni fa, ormai. E proprio il Troina in quegli anni era appena stato promosso in Promozione. In quella piazza c’era sempre una fame di calcio fuori dal comune, un calore impressionante. E un idolo: Giuseppe Pagana. Ieri per l’intera comunità di Troina è stato un momento storico: la formazione rossoblù, guidata da Pagana (che per scelta di vita è tornato a casa alcuni anni fa per insegnare calcio nel nostro territorio) ieri ha giocato per la prima volta a Troina una partita di Serie D. La sfortunata sconfitta sul campo, consentitemi, passa in secondo piano tra i miei pensieri: io di quella piazza ho raccontato tante vittorie e sconfitte nelle categorie regionali, ma anche i lavori di ristrutturazione del campo sportivo, l’allestimento del manto in erba sintetica. Insomma, riesco davvero a concretizzare quanto sia cresciuto il calcio a Troina e quanto possa fare ancora, avendo preso il testimone di responsabilità di rappresentare la provincia di Enna fuori regione. Singolare, la storia nella storia, che ad accogliere i troinesi in Serie D sia stato un ennese: Giovanni Martello, uno che da direttore sportivo di questa categoria ne è ormai un profondo conoscitore. Concretizzo che qualche anno è passato anche dai miei inizi, quando riesco a immaginare (avendo avuto il piacere di raccontarli entrambi ancora da calciatori) un’ideale sfida Pagana-Martello in campo: questa volta il fantasista troinese si è fatto parare un calcio di rigore dal portiere ennese, oggi ds del Gela.
Non posso che festeggiare l’inizio felice dell’Enna Calcio al suo ritorno in Promozione. Ma, conoscendo bene la barca sulla quale adesso è più comodo salire a bordo, voglio puntare i riflettori sull’uomo partita. Luca Vicari è un ennese, uno di quelli che c’è sempre stato. Anche quando questa barca, qualche anno fa, non si capiva bene che fine avesse potuto fare. Lui c’era, per la maglia. E questo non passi inosservato a chi, oggi, ha il dovere di sostenere una realtà che pian piano si è messa sù grazie alla disponibilità e i sacrifici di tanti, bravi e coraggiosi a insistere nei momenti difficili a seminare entusiasmo contagioso. Bravo Luca, che avrebbe anche potuto scegliere più volte di andare a guadagnare qualche rimborso qua e là negli ultimi anni, e bravi tutti. Il ritorno al Gaeta, domenica prossima, dovrà essere un’altra festa di sport cittadina.
Di calcio ennese ieri ne ho respirato anche dalle parti in cui vivo, grazie all’esordio di un prodigioso arbitro cresciuto a pane e calcio. Daniele Rutella, classe 1991, ieri ha diretto la sua prima partita tra i professionisti, in Serie C, Renate-Albinoleffe. Mi affido alle parole confidate qualche ora fa da un collega telecronista che ha raccontato il match: “L’arbitro? Il migliore in campo”. Non avevo dubbi, Daniele arriverà lontano. Fidatevi.
Giovanni Albanese

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