La Pasqua ennese raccontata dal fotografo Fabio Marino

Reflex 5 mm, uno strumento per amatori che fece scattare in Fabio Marino, classe 1976, la curiosità di fotografare. Cosa? Praticamente tutto, volti, paesaggi, natura, purchè la sua voglia di esprimersi fosse appagata.
Poi man mano comincia a perfezionare il suo stile, anche se si definisce fotoamatore.
Si laurea in giornalismo e lavora al Comune di Enna . Nel suo curriculum sono tante le collaborazioni con riviste locali.
Nello scorso 2008 ecco la svolta. Con quattro amici fonda “Photohouse”, la prima associazione fotografica del territorio ennese che conta 100 soci e si candida come “punto di riferimento per tanti fotografi.”
Non ha un maestro che lo ispira, anche se ammette di ammirare professionalmente grandi autori classici della fotografia, un nome su tutti, Ferdinando Scianna.
Tra uno scatto ed un servizio su commissione, ecco che nasce l’idea, presentata questo pomeriggio nella chiesa della Anime Sante. Un volume fotografico dedicato alla Settimana Santa.
“Le feste religiose nel nostro territorio sono sicuramente l’evento maggiormente fotografato -spiega Fabio- gli addetti sono numerosi quanto i partecipanti stessi.Tutto questo si traduce in un ingorgo di immagini che poi affollano internet, diffondendo le nostre tradizioni in tutto il mondo, al punto da richiamare sempre un numero maggiore di turisti.”
E per distinguersi dai “colleghi “ il fotografo per passione realizza un libro fotografico “diverso”, per “ cristallizzare un periodo storico e lasciare un patrimonio visuale che rimanga oltre il momento sfuggevole dei social network.”
Con l’editore Maurizio Vetri (con cui collabora per la pubblicazione di “Due Luglio”, un lavoro sulla festa patronale di Enna, edito nel 2016) raccoglie idee per proporre in modo strutturato l’argomento. Ne è venuto fuori un libro “corposo”, un dossier con più di 200 scatti, che fissano tutti i momenti della Settimana Santa, rigorosamente in ordine cronologico.
Dall’inizio della Settimana, con la processione del collegio dei Rettori, alla chiusura con la benedizione dei campi della Domenica in Albis. Ma c’è di più in questo documentario visivo.
Marino, difatti racconta “piccole storie nella storia”, ovvero i riti più intimi che si ripetono ogni anno allo stesso modo, ma che hanno un significato non accessibile a tutti, come la preparazione del gallo della Passione o quella del cuscino di fiori dell’Addolorata.
Le fotografie sono accompagnate da testi a cura di due studiosi, Rocco Lombardo e Ferdinando Scillia.
Nell’ archivio di Marino sono oltre 9 mila le foto sulla Pasqua ad Enna.
Grazie ad un lavoro di grande pazienza sono state selezionate le pose più significative. “Secondo me -spiega Marino- mancava un libro che fa vedere tutto ciò che succede ad Enna per la celebrazione dei riti religiosi pasquali, in modo semplice e schietto, senza troppi virtuosismi tecnici, ma con la forza di essere là, in quel momento.”
A questo lavoro editoriale, sempre con Maurizio Vetri editore, ne seguirà un altro. Un reportage fotografico su Enna, un mix tra evoluzione architettonica e solennità dei monumenti, ma ancora è solo l’inizio. Il finale sarà a sorpresa.
Fonte: ennamagazine.it

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