La guida turistica nazionale: il grande bluff. Uno sfregio alla professione e all’articolo 9La della Costituzione.

La guida turistica nazionale: il grande bluff.
Uno sfregio alla professione e all’articolo 9La della Costituzione.

Roma, 14 novembre 2017

Domani, mercoledì 15 novembre, i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche saranno ascoltati in audizione dal Coordinatore della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni, Dr. Giovanni Lolli.

Il tema è particolarmente scottante per le associazioni di categoria: la legge sulla professione che le guide turistiche aspettano da 4 anni.
L’ ANGT, Associazione Nazionale Guide Turistiche, associazione maggiormente rappresentativa a livello nazionale per la professione di guida turistica, esprime la sua ferma opposizione nei confronti degli atti che sono stati predisposti dal Coordinamento delle Regioni.

Dice la Presidente di ANGT Adina Persano: “Consideriamo il documento di “Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome” sulla “Guida Nazionale” uno sfregio alla professione e all’articolo 9 della Costituzione. La legge di riordino di una professione non può essere istituita con “un’intesa tra lo Stato e le Regioni”, ma con leggi del Parlamento italiano.”

ANGT chiede in primis al Ministro e anche alle Regioni che hanno a cuore il loro patrimonio e la ricchezza dei loro beni culturali di non sottoscrivere l’intesa ma di chiedere formalmente una vera e corretta legge di riordino, con esami rigorosi per formare professionisti seri e consapevoli del loro ruolo nel turismo.
ANGT dichiara formalmente lo stato di agitazione se le Regioni continueranno nella loro perseveranza e volontà di procedere riservandosi di denunciare ogni atto illegittimo all’autorità giudiziaria.

“Nel testo predisposto dalle Regioni non convincono le regole poco chiare, titoli informali, ma soprattutto esprimiamo la nostra forte contrarietà per i corsi formativi gestiti da enti privati che hanno peraltro già dimostrato il loro totale fallimento nella forma e nei contenuti. La professione non può essere preda di interessi privati. Siamo convinti della necessità di attivare percorsi universitari seri e rigorosi.” continua Persano “Non dimentichiamo che la professione di Guida Turistica è profondamente connessa alla corretta conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale della Nazione; ma anche alla tutela del “turista-consumatore”, che ha diritto ad usufruire di un servizio di livello adeguato, reso da soggetti che abbiano previamente dimostrato la conoscenza specifica del medesimo.”

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