LA FESTA DU’ SIGNURUZZU DU’ LACU ad ENNA

LA FESTA DU’ SIGNURUZZU DU’ LACU ad ENNA

Poco prima del tramonto, metà della banda municipale proveniente da Pergusa si ricongiungeva all’altra metà che nelle prime ore del mattino s’era fermata presso “U’tunnu” (località identificata con la prima curva del tornante della strada provinciale, dopo Porta Pisciotto, che porta al quadrivio Sant’Anna), per risalire poi in città con musiche e marcette festaiole, con al seguito centinaia di persone. Era questa l’“usanza” che allora caratterizzava la “Festa dù Signuruzzu dù lacu”. Il complesso bandistico, al mattino della prima domenica di maggio (giorno della Festa) si divideva in due tronconi: metà si portava a Pergusa, l’altra si fermava presso lo spiazzo cosiddetto “dà ‘ncantina” (a circa un chilometro dalla periferia sud della città), dove la gente si radunava per la seconda scampagnata di primavera; la prima, anch’essa tradizionale, era quella del lunedì di Pasqua o di Pasquetta. Per gli ennesi questa festa è stata ed è ancora oggi molto sentita e partecipata. In passato i più giovani raggiungevano le sponde del mitico lago a piedi, in carrozza o su carro agricolo, oppure a dorso di quadrupedi tutti gli altri. I più ‘pigri’ partecipavano alla Festa non a Pergusa ma “fuori porta” – direbbero i romani – dove, esclusi i riti religiosi che si celebravano solo nella chiesetta del villaggio pergusino, venivano proposti gli stessi giochi popolari: tiro alla fune, rottura delle pignatte, la gara dei mangiatori di spaghetti e, al clou della giornata, l’ ”Albero della Cuccagna”, la cosiddetta ‘ntinna con la quale, gli adulti e i carusi, si sfidavano per ore e ore, con ‘scivolamenti’…da brivido. In cima vi era una ruota in ferro dove venivano appesi un capretto, un galletto e un paio di chili di salsiccia, che costituivano il premio che chi riusciva a raggiungere la cima. All’ora di pranzo, nei prati attorno al lago e in quelli, anche se meno ameni, della “Cantina” era uno spettacolo vedere le molte decine di tovaglie bianche o colorate distese sull’erba con sopra le tradizionali pietanze della buona cucina, veramente casereccia ennese… con vino a volontà. Qua e là si sentiva il suono di qualche fisarmonica o di chitarra che allietava i commensali. Nel pomeriggio la stessa banda cittadina improvvisava ballabili per il diletto delle giovani coppie. La massiccia frequentazione del mitico lago si ebbe a partire dagli anni successivi alla costruzione del villaggio rurale, voluto dal governo fascista nell’ambito della bonifica della conca pergusina. E’ del 1935, infatti, l’inizio dei lavori di sistemazione idrogeologica di tutta l’area attorno al lago finalizzati a risolvere il problema dell’impaludamento delle zone dove imperava la malaria. Dopo due anni, nel 1937, il Villaggio Rurale venne costruito e le casette furono consegnate agli aventi diritto. In seguito, furono inaugurati gli edifici pubblici del Villaggio: la casa del fascio, la nuova Chiesa, la caserma dei carabinieri, la scuola elementare con l’alloggio dell’insegnante. L’impegno dell’allora prefetto Ascanio Marca, fautore del progetto, fu premiato con la visita ad Enna del capo del governo Benito Mussolini. Dal 1943 e fino agli anni ‘50, una campagna di disinfestazione a base di D.D.T, iniziata dalle autorità militari d’occupazione, debellò la malaria, presente da sempre nella zona lacustre. Dal dopoguerra in poi la Sais, con propri autobus, iniziò a collegare Pergusa con Enna con servizi di linea giornalieri. Nel giorno della Festa le corse straordinarie da e per Pergusa venivano intensificate. Nel passato, un noto personaggio, Turiddu Murgano, (collaborato da altri volenterosi), si faceva carico di organizzare la Festa dù Signuruzzu ù lacu, con tanta devozione e tanti sacrifici. Fino a qualche decennio fa il Comune, con il suo assessorato al turismo, la sponsorizzò e l’arricchì di altre iniziative divenendo la “Festa della Primavera”. [Foto da archivio Confraternita SS. Crocifisso di Pergusa].
(Articolo pubblicato sul ‘Giornale di Sicilia’ – Cronaca di Enna – il 6 maggio 2007. E’ presente nel libro dello stesso autore dal titolo “ENNA, il Filo della Memoria”, Edizioni NovaGraf, Assoro (En), 2013), disponibile nelle librerie della città e nell’edicola Monaco di Via A. Diaz).

Salvatore Presti

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