La famiglia del ciclista Maurizio Vaneria ucciso in un incidente stradale “Crediamo fermamente nella Magistratura e nella Giustizia”

Resta in carcere Pasquale Mingrino, 50 anni, l’uomo che ha travolto uccidendolo e dandosi poi alla fuga , martedì scorso, sulla Pergusina, un ciclista, Maurizio Vaneria, 50 anni.  Lo ha deciso il Gip, Vittorio La Placa, al termine dell’udienza di convalida. Mingrino era stato fermato  mercoledì scorso, all’indomani dell’incidente, a Pietraperzia, dalla Polizia Stradale che era sulle tracce di una Alfa 156 amaranto, responsabile della morte del ciclista. Una decisione nell’alveo della legge che tiene conto, del fatto che Mingrino, pur avendo investito Maurizio e averlo sbalzato oltre il guardrail, sia fuggito senza fermarsi a prestare soccorso. A pesare sulla decisione del Gip può essere stato anche il fatto che l’investitore, era stato individuato dagli uomini del vice questore aggiunto, Felice Puzzo, nei pressi di una carrozzeria con l’intento, probabilmente,  di riparare una macchina ormai segnalata a tutte le forze di polizia e che portava, chiaramente i segni dell’incidente . ” Il fatto che questo signore rimanga in carcere ci dà ancora più fiducia nella giustizia e nella magistratura in cui crediamo fermamente. – dice un rappresentante della famiglia  – Purtroppo nessuna sentenza, nessuna condanna e nessun risarcimento restituirà un marito e un padre alla sua famiglia che piange un uomo buono e dedito” . Maurizio era molto amato e conosciuto anche tra gli sportivi ennesi. Oltre alla passione per la bicicletta, per anni ha giocato nella squadra di calcio di Valguarnera, suo paese di origine, e amava la corsa. Tanti gli attestati di stima dei compagni di allenamento. Domenica 18 settembre infatti, su iniziativa di uno di loro, Sergio Trapani, ciclisti e runner , si incontreranno a Pergusa , per correre, tutti insieme , nel nome di Maurizio. Tra questi anche la giovane Serena, figlia del ciclista morto, atleta della Pro Sport 85 di Valguarnera, che ha deciso di partecipare al raduno per onorare, così, il padre. “Siamo addolorati,  profondamente addolorati,  per la tragedia che ha colpito la nostra famiglia  – aggiunge il rappresentante della famiglia – Per tutelare i miei nipoti e per un fatto di giustizia sociale, ci costituiremo parte civile in un eventuale processo e metteremo in campo tutte le azioni legali per garantire i figli di Maurizio” .  La famiglia ha stabilito che le raccolte e le donazioni di denaro,  che alcuni amici stanno effettuando, saranno devolute all’Associazione nazionale vittime della strada.

Pierelisa Rizzo

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