La burocrazia fatale per la vita di un Cane; l’ennese Patrizia Greco “Signor sindaco cambiamo le regole di intervento”

Un episodio che ha avuto un triste epilogo ma che conferma che in una società sempre più imbarbarita c’è ancora tanta splendida gente dal grande cuore a prescindere che si tratti di soccorrere una persona o un animale. E’ quanto accaduto nella mattinata di ieri venerdì 19 lugli ad un cane investito rimasto a terra sulla strada Monte Cantina e che malgrado lo sforzo immane di una nostra splendida cittadina la signora Patrizia Greco che si è adoperata in tutti i modi per salvarlo è poi morto probabilmente per la lentezza della burocrazia e delle eventuali competenze su chi doveva intervenire, fermo restando che tutti coloro che sono arrivati sul posto allertati da questa nostra concittadina dal grande cuore, dai Vigili Urbani ai Veterinari dell’Asp hanno fatto tutto quello che era nelle loro possibilità istituzionali. Ma poi sono rimasti imbrigliati nelle “carte”. Un probabile iter più snello su come intervenire chi lo sa, forse avrebbe potuto salvare la vita di questo sfortunato cane. Ma ad ogni modo c’è ancora tanta gente dal grande cuore.
E la signora Patrizia Greco, ha voluto scrivere una lettera aperta al Sindaco di Enna Maurizio Dipietro esortandolo a modificare i regolamenti comunali sulle modalità di intervento per problematiche di questo genere in modo da rendere più snello e tempestivo l’eventuale intervento. La lettera della signora Patrizia Greco dove ringrazia tutti coloro che l’anno aiutata e supportata in questa vicenda purtroppo dal non lieto epilogo serve a far sapere opinione pubblica cosa è successo in modo tale che sia da monito per il futuro, che non accada più.

Lettera aperta al sindaco di Enna
Sono le ore 8,35 del 19 luglio percorrendo la strada comunale Monte – Cantina, vedo al centro della carreggiata un grosso cane bianco steso e ferito. Mi fermo e facendo cenno al conducente della vettura che proviene dal senso opposto, di fermarsi, scendo dalla mia macchina e vedo che il cane è vivo, respira, muove gli occhi, guardandomi con gli occhioni supplicando aiuto. E’ un grosso cucciolone di femmina meticcia che probabilmente era stata investita da poco, ed abbandonata al suo destino come una cosa, un pezzo di carta, da un essere ignobile, che è scappato via senza soccorrerla. Chiamo subito il 113, e mi risponde la centrale operativa regionale che allerta di Vigili Urbani di Enna che arrivano dopo circa 15, minuti. Chiedo loro di aiutarmi a soccorrere il cane ma mi dicono che stanno arrivando i colleghi che hanno telefonato al veterinario del Canile convenzionato con il Comune che si trova fuori provincia. Intanto io telefono al Dott. Sferrazza Capo Dipartimento Veterinario dell’Asp di Enna, azienda in cui lavoro, e lui manda sul luogo dell’accaduto due veterinari che arrivano dopo circa 10 minuti. I due veterinari somministrano le prime cure al cane ed accertano la mancanza del Microchip. Arriva la seconda pattuglia dei Vigili Urbani e dietro una mia sollecitazione richiamano il responsabile della struttura fuori provincia convenzionata con il Comune per chiedere spiegazioni sulla tempistica di intervento del veterinario e così vengono a sapere che si trova a Mazara del Vallo, e non potrà arrivare prima di qualche ora. I veterinari a questo punto rappresentano l’urgenza di un ricovero presso una clinica veterinaria di Enna ma i vigili devono prima avere l’autorizzazione del responsabile dell’Ufficio Comunale competente il quale però non è rintracciabile. Sono già le 9,15 e dal momento che non si riesce a venirne a capo del problema la sottoscritta decide prendendomi la responsabilità del soccorso di un essere vivente agonizzante di farsi aiutare a caricare il cane sulla mia macchina e con i veterinari dell’Asp e la pattuglia dei Vigili urbani al seguito di dirigermi verso una clinica veterinaria di Enna bassa. Sono le ore 9,30 e all’arrivo alla clinica uno dei veterinari si accorge che il cane è in arresto cardiaco e per ben 5 minuti gli pratica un massaggio ma invano. Il cane muore. Questa è la storia. Sono davvero indignata Signor Sindaco come essere umano e come cittadina. Se avessi avuto la forza fisica necessaria avrei caricato il cane da sola in macchina e portato da un veterinario e invece ho dovuto aspettare tutto quel tempo, causa un regolamento comunale che non ha permesso ai Vigili ai potermi aiutare. Ho dovuto insistere e fare leva sul cuore e sulla pietà dei Vigili Urbani che non mi hanno ostacolato ma aiutato insieme ai veterinari a portare il cane in clinica. E assurdo che un cane agonizzante e ferito non possa essere portato presso un veterinario locale. Forse a Enna non abbiamo veterinari? Alla luce di quanto è successo la esorto Signor Sindaco a rivedere il regolamento comunale relativo agli animali randagi e nel frattempo dare direttive affinche i Vigili Urbani possano intervenire tempestivamente nel soccorso di animali randagi feriti portandoli da veterinari locali. Attendere un soccorso che non arriva o arriva in maniera poco tempestiva è una “omissione di soccorso”. Una società civile ed un Comune che la rappresenta non possono permettersi questa barbarie “il disprezzo della vita di un essere vivente”. Ringrazio i veterinari dell’Asp pe la loro professionalità e l’umanità del loro intervento e rimango in attesa che la Signoria Vostra intervenga sulla questione tempestivamente.
Patrizia Greco

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