L’8 MARZO: GIORNATA DI FESTA O DI MEMORIA?

L’8 MARZO: GIORNATA DI FESTA O DI MEMORIA?

Domani è l’8 marzo e i fiorai riempiono i negozi di mimose, ma perché proprio l’8 marzo? Cosa sappiamo realmente su questo giorno?
In verità, non si sa molto sul perché di questa data, le ipotesi sono molteplici tra le più accreditate ne ricordiamo tre: per alcuni ha a che fare con la seconda Conferenza dell’Internazionale socialista di Copenaghen tenutasi nel 1910, in cui Rosa Luxeburg propose di dedicare questo giorno alle donne in memoria della rivoluzione del 1848 in cui il re di Prussia promise il voto alle donne, anche se alla fine non fece fede a tale promessa, altri l’attribuiscono alla rivoluzione bolscevica che la impose per ricordare le operaie di Pietroburgo che in tale data manifestarono contro la guerra e la fame, altri ancora fanno capo alle storie che circolavano nel dopoguerra sulla morte di centinaia di operaie durante un incendio in una fabbrica di camicie Cotton, in verità di questo evento non c’è traccia, si hanno notizie invece di un incendio avvenuto il 25 marzo 1911 nella fabbrica Triangle Shirtwaist Company a New York. Le lavoratrici erano state precedentemente impegnate in una mobilitazione di quattro mesi per le condizioni inumane di lavoro, tuttavia pare che l’incendio non fu doloso. Le vittime superarono i 140 morti di cui 146 donne e tra esse 39 italiane. Ci sono ancora molte altre ipotesi ma tutte si riferiscono a donne in sciopero o lavoratrici che hanno perso la vita, ed è ciò che le accomuna tutte.
Quindi più che una festa, per le radici che ha tra morti e sfruttamenti, appare più come una giornata della memoria. Una giornata in cui possiamo ricordare quante donne sono morte per condizioni di vita migliori, per eguali diritti, per il rispetto della propria persona.
Proprio per questo l’8 marzo ha sicuramente a che fare col femminismo, perché quando si parla di femminismo si parla proprio della lotta per uguali diritti.
Quindi è comprensibile che tutti sappiano quale sia il giorno dedicato alla donna, ma è anche giusto che sappiano il perché, in modo tale da dargli il giusto valore. Andare a festeggiare con le amiche bevendo vino o mangiando una pizza può sicuramente essere un’idea simpatica ma essendo una giornata della memoria credo che un minuto di silenzio sia molto più appropriato, che al 27 gennaio, per ciò che è successo e per ciò che continua a succedere, non ha nulla di meno.
Tuttavia, ogni donna occidentale femminista e non, attivista o meno, è orgogliosa di essere tale e se è così, se oggi può andare a votare, se può avere l’affidamento dei propri figli, una casa, decidere di abortire o di essere una lavoratrice madre, se può fare tutto questo e tanto altro è proprio grazie a chi ricordiamo in questo giorno.
Adesso tocca a noi, anche nel nostro piccolo, diventare una di quelle donne da ricordare. Questo è essere femministe.
Alice Garofalo

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