Ircac e Crias, Saeli (Ugl Credito): “Lavoratori senza stipendio, il governo regionale sblocchi l’impasse rendendo operativi i due enti. Si all’accorpamento, ma con una legge ad hoc.”.

Ircac e Crias, Saeli (Ugl Credito): “Lavoratori senza stipendio, il governo regionale sblocchi l’impasse rendendo operativi i due enti. Si all’accorpamento, ma con una legge ad hoc.”.

“Se è vero come è vero, secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale dell’economia Gaetano Armao, che i termini per l’adeguamento al decreto legislativo 118 del 2011 per Ircac e Crias sono stati spostati al 31 dicembre 2018, non ci sono più scuse per tenere bloccati i due enti.” Lo dichiara il segretario dell’Ugl credito Massimo Saeli, che spiega come in atto vi sia una querelle sugli stessi termini in quanto nella stessa data, il 29 marzo scorso, è stato emesso un decreto assessoriale che fissa la scadenza al 15 aprile ed è stata approvata una delibera di giunta regionale che invece indica il termine proprio a fine anno. Ed è lo stesso componente del governo a ritenere la superiorità dell’atto dell’esecutivo rispetto a quello da lui stesso siglato.
“Di fatto, oggi, Ircac e Crias sono fermi nella loro operatività e non erogano finanziamenti – aggiunge Saeli – arrecando così un danno sia ai due comparti a cui si rivolgono, visto che le cooperative e le imprese artigiane non ricevono i necessari prestiti per avviare l’attività, che ai lavoratori soprattutto della Crias considerato che quest’ultima, non liquidando i contributi, non riceve le dovute commissioni che rappresentano i ricavi utili a gestire la struttura. Significa, come già peraltro annunciato dai vertici dell’ente, che questo mese di aprile al personale non saranno pagati gli stipendi. Non possiamo consentire alibi a chiunque pensi di poter mettere in piedi un’azione ostruzionistica nei confronti di queste partecipate in attesa dell’ipotetico accorpamento tra le stesse o, peggio ancora, tra Ircac, Crias e Irfis-FinSicilia. Chiediamo con forza – aggiunge il segretario Ugl credito – che i due enti ritornino immediatamente operativi secondo i dettami della delibera di giunta e invitiamo il governo regionale, nelle persone degli assessori Armao e Girolamo Turano, che guida l’assessorato delle attività produttive, a valutare qualora lo ritenesse eventuali azioni sostitutive tali da sbloccare l’attuale impasse. Per quanto riguarda l’iniziativa relativa all’accorpamento delle società, come già abbiamo avuto modo di esprimere la scorsa settimana nel corso dell’audizione in commissione bilancio e appena oggi in commissione attività produttive nell’ambito dell’Assemblea regionale siciliana, non ci riteniamo contrari a priori. Siamo convinti che questa procedura debba passare necessariamente attraverso una legge di settore, tale da rendere organico il riordino degli enti. Ed in questo senso apprezziamo il lavoro della commissione bilancio, che ha stralciato la norma dalla legge di stabilità, invitando il governo Musumeci a riformulare nuove disposizioni al fine di consentire la razionalizzazione della spesa e la creazione di un unico ente per il credito agevolato. E’ indispensabile però – conclude il sindacalista – che, oltre questo, non solo non vengano meno i livelli occupazionali, ma non si perda neanche una sola ora di lavoro. La Sicilia non può più permettersi ulteriori perdite in termini di occupazione.”

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