Inps; Osservatorio sul Precariato; pubblicati i dati per il periodo gennaio-dicembre 2015

Nel 2015 il numero complessivo delle assunzioni (attivate da datori di lavoro privati)[1] è risultato di 5.408.804 segnando una netta crescita rispetto agli anni precedenti (+11% sul 2014 e + 15% sul 2013).
Tale crescita è stata determinata essenzialmente dai contratti a tempo indeterminato: le relative assunzioni sono risultate quasi 1,9 milioni segnando un incremento del 47% rispetto al 2014. Quelle a full time sono meno del 60%, una percentuale in linea con gli anni precedenti.
E’ rimasto sostanzialmente stabile il numero di assunzioni con contratti a tempo determinato,   mentre sono diminuite le assunzioni in apprendistato (-20%).
Per le cessazioni si registra una modesta riduzione: -2%.

Un rilevante dato di flusso è relativo alle trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato. Quelle che hanno interessato i contratti a tempo determinato sono risultate circa 500.000: rispetto al 2014 la crescita è risultata appena inferiore al 50%.  Anche i rapporti di lavoro già regolati da contratto di apprendistato e divenuti rapporti normali a tempo indeterminato, essendo concluso il periodo formativo, sono aumentati (+23%).

In virtù di queste dinamiche, la percentuale dei nuovi rapporti di lavoro attivati/variati a tempo indeterminato sul totale dei rapporti attivati/variati è stata del 41% rispetto al 32% del 2014. Per i giovani fino a 29 anni, questa quota è passata dal 24,5% al 33,6%.

GLI EFFETTI SULLA CONSISTENZA DEI RAPPORTI DI LAVORO
Le dinamiche descritte consentono di registrare, a fine 2015, un saldo – per l’universo osservato – tra assunzioni e cessazioni pari a 606.000 posizioni di lavoro: questo saldo misura l’incremento dello stock di posizioni di lavoro intervenuto rispetto alla situazione di fine 2014. E’ presumibile che a questo incremento nel numero di posti di lavoro corrisponda un analogo incremento nel numero di occupati dipendenti regolari.[2]

La crescita delle posizioni di lavoro dipendente è stata trainata dall’incremento dei contratti a tempo indeterminato (+764.000 rispetto a fine 2014). A determinare tale incremento hanno concorso sia le assunzioni che le trasformazioni.

Per quanto riguarda l’insieme delle posizioni di lavoro con contratti diversi dal tempo indeterminato (tempo determinato, intermittente, apprendistato, somministrazione) si registra, sempre nel confronto con la situazione a fine 2014, una modesta contrazione (-158.000 posizioni di lavoro). Tale dinamica risulta dovuta non ad una flessione della complessiva domanda per tipologie contrattuali diverse dai contratti a tempo indeterminato quanto alla crescita delle trasformazioni verso il tempo indeterminato.

LA RILEVANZA DELL’ESONERO CONTRIBUTIVO
Sul totale delle attivazioni di posizioni di lavoro con contratto a tempo indeterminato (oltre 2,4 milioni sommando assunzioni e trasformazioni) quelle che risultano beneficiarie dell’esonero sono pari a 1,44 ml. (61% del totale). Le attivazioni con esonero sono perciò quasi il doppio dell’incremento sul 2014 registrato da assunzioni e trasformazioni in contratti a tempo indeterminato.

LE RETRIBUZIONI INIZIALI DEI NUOVI RAPPORTI DI LAVORO
Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra per le assunzioni a tempo indeterminato una crescita delle retribuzioni intermedie (tra 1.250 euro e 2.250) con una diminuzione della quota sia di quelle inferiori che di quelle superiori.
Per i contratti a termine si evidenzia un leggero slittamento verso retribuzioni maggiori, con una riduzione della quota di quelle inferiori a 1.500 euro.

I VOUCHER
Per quanto riguarda i buoni lavoro, nel 2015 risultano venduti 114.921.574 voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (69.172.879), pari al 66%. In presenza di un utilizzo corretto dello strumento, se ad ogni voucher corrisponde effettivamente un’ora di lavoro, il volume di ore remunerate dai  voucher venduti nel 2015 corrisponde a circa 57.000 unità di lavoro equivalenti

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