In Zambia arrivata per caso ma rimasta per scelta; il medico ennese Cristina Fazzi si racconta

Da una esperienza nata per caso e che doveva essere di soli 6 mesi ad una scelta di vita, ovvero rimanere in questa bella quanto martoriata terra che tanto ancora ha di bisogno. E’ quello che decise di fare 20 anni fa il 1 maggio del 2000 il medico ennese Cristina Fazzi una delle più belle storie che la comunità ennese possa raccontare in giro per il mondo. Cristina da 20 anni infatti si trova in Zambia stato centro meridionale dell’Africa che vive come tanti altri stati del continente più vecchio del mondo forti contraddizioni. E Cristina ha deciso che i suoi studi in medicina li doveva mettere a disposizione di quelle popolazioni che tanto hanno ancora di bisogno.
Potevi avere sicuramente una carriera da medico molto più semplice in Italia ed invece hai deciso una strada tutta in salita ma sicuramente dai valori molto più nobili.
“Sono partita per lo Zambia assolutamente per caso – racconta – per sostituire una collega, con sopraggiunti problemi personali, fino a completamento del suo programma in un ospedaletto dell’area rurale. Sarei dovuta rimanere 6 mesi. Invece non sono più’ andata via, e non per caso ma per scelta. La condizione sanitaria era assolutamente scadente per cui si moriva anche di malattie banali per malnutrizione infantile e malaria, che decimavano grandi e soprattutto piccini Per non parlare dell’Aids, che seminava morti fra giovani e bambini (non avevamo ancora l’accesso ai farmaci antiretrovirali). Non auguro a nessuno di vedere quello che i miei occhi hanno visto e, per certi versi, continuano ancora a vedere. Così ho deciso di rimanere. Non che la mia presenza fosse determinante per risolvere tutti i problemi di una terra messa in ginocchio da povertà’ e malattie ma sicuramente aveva più’ senso rimanere in Zambia che ritornare in Italia. Nonostante le mille difficoltà, soprattutto legate alle differenze culturali, rifarei la stessa scelta”.

Una scelta forte la tua. Ma venne accettata facilmente dai tuoi famigliari?
“Sì’ la mia famiglia ha sempre accettato e rispettato la mia scelta, anche se all’inizio è stato molto doloroso, soprattutto per i miei genitori, accettare la distanza, specialmente nei primi anni, a causa delle grosse difficoltà’ nella comunicazione, per cui riuscivamo a sentirci al massimo un paio di volte al mese”.

L’Africa è sicuramente il continente dove si vivono ancora situazioni difficili nella quasi totalità dei suoi stati. Ma perché hai scelto proprio lo Zambia ed quale parte di questo paese?
“Svolgo la mia opera prevalentemente nella regione del Copperbelt, nel territorio urbano, sub-urbano e rurale della città’ di Ndola. Abbiamo anche, però’, una collaborazione con la Diocesi di Solwezi, per quanto riguarda il campo profughi di Meheba, nei pressi dei confini con Angola e Congo. Come dicevo in precedenza, la mia partenza per lo Zambia non era stata programmata e quindi mi trovo nello Zambia per caso. Sono poi rimasta per scelta”.
Nelle foto ti vediamo sempre attorniata da bambini. E’ rivolta principalmente a loro la tua opera umanitaria?
“Pur non essendo pediatra (infatti sono specialista in Chirurgia Generale) da 20 anni mi occupo di medicina di base, prendendomi particolarmente cura di donne e minori, che sono da sempre la fascia più’ debole e, spesso, abusata della popolazione. Il nostro progetto, infatti, si chiama “Mayo-Mwana Project”, che in lingua locale bemba significa proprio “Progetto Madre-Bambino”. A questo ventennale progetto si è aggiunto di recente “Ishuko Project” (in lingua locale, “Ishuko” significa opportunità’, fortuna”) che pure è un progetto dedicato ai minori, affetti da patologia psichiatrica”.

Una attività umanitaria la tua a 360 gradi. Ma in particolare il suo impegno in cosa è maggiormente finalizzato?
“Il mio impegno è stato volto soprattutto al miglioramento dello standard nell’assistenza socio-sanitaria a donne e minori. Con questa finalità’ ho avviato molteplici programmi:
A- SANITARIO: con ambulatori nel bosco, clinica mobile, vaccinazioni, controlli pre- e post- natali, consultorio per HIV/AIDS con prevenzione e terapia. Il programma prevede anche la partecipazione alle settimane della salute del bambino (2 l’anno), organizzate dal ministero della salute.
B- NUTRIZIONALE: per la prevenzione e la cura della malnutrizione infantile
C – SOCIALE: per l’assistenza a minori orfani e vulnerabili, con attività’ di animazione e sportive ma anche e soprattutto con assistenza scolastica e case famiglia. Di questo programma fanno anche parte gli incontri di sensibilizzazione delle comunità’ locali in tema di diritti umani e prevenzione degli abusi.
D – FORMAZIONE di volontari e personale socio-sanitario, perché è fondamentale che la gente del luogo si renda consapevole e competente in merito ai numerosi problemi e le numerose difficoltà’ presenti in ambito sia sociale che sanitario. Il personale volontario e non che formiamo e aggiorniamo da moltissimi anni, ormai, rappresenta il cuore dei miei progetti. Sono loro che rendono tutti i miei progetti e i miei sogni reali e di successo, perchè sono loro i miei collaboratori in tutte le attività che portiamo avanti. I miei collaboratori sono tutti zambiani, sono preparati e competenti e fanno sì’ che tutte le attività umanitarie che svolgiamo possano andare avanti anche quando mi trovo in Italia.
Negli anni ho fondato una ONG locale, che si chiama Twafwane Association (Twafwane in bemba significa: lavoriamo insieme aiutandoci a vicenda), che giuridicamente rappresenta sia “Mayo-Mwana project” che “Ishuko Project”. La nostra ONG è riconosciuta a livello nazionale e opera in collaborazione con i distretti sanitari di Ndola e Masaiti, e con i Servizi Sociali della città di Ndola”.

La comunità ennese si è stata sempre vicina sia moralmente ma ancor di più finanziariamente?
“Gli Ennesi mi appoggiano da sempre, da 20 anni, sia individualmente sia come parrocchie, scuole, associazioni, gruppi, esercizi commerciali etc. Senza gli Ennesi il mio progetto non avrebbe mai potuto essere quello che è. Decisamente orgogliosa di questo: amo la mia città dove le mie radici restano ancora saldamente piantate, nonostante i miei “rami” abbiano raggiunto lo Zambia. A parte il sostegno economico, mi piace molto ricordare il grande affetto che quotidianamente ricevo dai miei “compaesani”, così come da tantissimi altri cari Amici, che costantemente mi riempiono di parole di affetto e di incoraggiamento, rendendo sicuramente le mie giornate più significative e più belle. Amo condividere tutti i nostri traguardi su Facebook, che è tra l’altro, l’unico social che “frequento”. Mi fa piacere rendere gli altri partecipi di ciò che facciamo in Zambia perchè tutto ciò che riusciamo a fare per i più poveri non è solo merito mio ma anche di tutti coloro che mi sostengono. Non finirò mai di ringraziare chi sostiene la nostra opera con affetto e fiducia”

Oltre alla Mater Ecclesiae ci sono altre comunità ecclesiali che ti sono vicine?
“Nei miei 20 anni in Zambia (sono partita il primo Maggio 2000!) molte realtà ecclesiali mi hanno sostenuto e molte ancora mi sostengono. Come giustamente dici, un ruolo importantissimo ha la mia parrocchia, la Mater Ecclesiae di Enna, che da 20 anni sostiene il mio progetto a 360 gradi, come parrocchia, gruppo giovani e laboratorio artigianale di solidarietà. Ricordo poi, fra le altre, la Chiesa di San Giuseppe di Caltagirone con il Gruppo Missionario Ospedaliero – Amici Volontari , che anche recentemente ha organizzato una meravigliosa manifestazione a sostegno delle missioni. Con grande affetto ricordo anche la parrocchia Regina Pacis e il CeSMA di Gela, che ci hanno sostenuto per oltre 10 anni con molteplici meravigliose iniziative. Devo comunque dire che la stessa Diocesi di Piazza Armerina ci è sempre stata molto vicina: il nostro Vescovo Don Rosario Gisana è anche venuto a trovarci con padre Angelo Lo Presti, donandoci una immensa gioia.
Il tuo rapporto con la fede. Sei credente?
“Sì, io sono credente, cattolica. Mi piace la Chiesa di Papa Francesco, da cui mi sento rappresentata, nella consapevolezza di quanto sia difficile essere veramente cristiani. Però ci si può provare. Credo fortemente nella Provvidenza. Senza la mia fede nella provvidenza penso che non avrei mai iniziato certi progetti (tipo il recentissimo Ishuko Project) gravati da dubbi e perplessità di molti. Credo nella Provvidenza e credo anche negli Uomini, quali strumento della Provvidenza di Dio”.

Il tuo progetto va avanti. Ma servono sempre risorse. Chi volesse contribuire come può fare…?
“Chiunque volesse contribuire, a Enna può rivolgersi alla parrocchia Mater Ecclesia di Enna, di cui è parroco Padre Angelo Lo Presti. Padre Angelo ha lanciato una bella iniziativa, l’adozione a distanza del progetto. Non si adottano a distanza bambini ma l’intero progetto e ciò che si raccoglie viene destinato alla mia opera in ambia, alle diverse attività dove c’è più’ bisogno. Con solo 10 euro al mese chiunque può’ contribuire e darci una mano concreta in tutto ciò che facciamo. Altro importantissimo riferimento, per chi non vive ad Enna, è la mia Associazione: CrescereInsieme Onlus di Verona, con cui collaboro da 20 anni. Si può donare facendo riferimento ai seguenti dati:
ASSOCIAZIONE CRESCEREINSIEME ONLUS
Salita Monte Carmelo, 7
37128 Verona – Italia
Presidente: Sig.ra Chiara Pomini
Codice fiscale 93156350238

Conti per eventuali donazioni:

Conto Corrente Postale n. 41717430
intestato a: CrescereInsieme Onlus,
Salita Monte Carmelo 7 – 37128 Verona

Conto Corrente Bancario
Banco Popolare – Agenzia Porta San Giorgio “U” – Verona
IBAN: IT 16 R 05034 11716 000000003763
intestato a: CrescereInsieme Onlus,
Salita Monte Carmelo 7 – 37128 Verona

CAUSALE DEI VERSAMENTI:
Generica: Progetti Zambia
Se si preferisce, si puo’ anche specificare: “Progetto donna-bambino Zambia” oppure “Progetto salute mentale Zambia”

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