In passato per oltre un secolo due erano le processioni che si effettuavano il Venerdì Santo ad Enna.

In passato per oltre un secolo due erano le processioni che si
effettuavano il Venerdì Santo ad Enna.

di Salvatore Presti

Non una ma due erano le processioni che si effettuavano il Venerdì Santo ad Enna. Sin dal 1643, infatti, la mattina del giorno dedicato alla sepoltura di Gesù si svolgeva una cerimonia religiosa, “La discesa della Croce”, che prevedeva l’ “Uffizio innanzi a Pilato”. Ce ne dà notizia Rocco Lombardo a seguito di ricerche bibliografiche da lui effettuate e citate nel volume “La Chiesa di S. Cataldo” (ed. Il Lunario, 1994). Si trattava di una vera e propria rappresentazione teatrale itinerante “con una grandiosa e scenografica festa” organizzata dai Rettori della chiesa di San Cataldo. Si svolgeva lungo la strada del Popolo (l’attuale via Vittorio Emanuele), con partenza dalla chiesa parrocchiale, “situata al Piano della Balata”, con sosta nella chiesa di Santa Maria del Popolo dove veniva celebrato il citato “Uffizio”. La processione si concludeva a Santa Maria delle Grazie, ovvero chiesa di San Paolino, del convento dei Frati Cappuccini presso l’attuale cimitero. Si apprende da fonti storiche che grande era la partecipazione di popolo a questa “scenografica festa” che precedeva quella pomeridiana del Cristo Morto e dell’Addolorata con partenza dal Duomo lo stesso giorno del Venerdì Santo. Si hanno notizie certe dello svolgimento annuale di questa sacra rappresentazione allorquando, nel 1674 – cita Rocco Lombardo – “le invidie e le gelosie dei Rettori della Chiesa Madre […], allora soliti a frequenti liti”, indussero don Vincenzo Spina, parroco e rettore di S. Cataldo “ad inviare una esposizione al Vicario di Castrogiovanni” per dissuaderlo – con motivazioni circostanziate – “dall’ impedire, su istigazione del priore della Matrice, la predetta funzione e spogliare la Chiesa parrocchiale della tradizionale quieta e pacifica processione”, pena il ricorso “all’Illustrissimo Monsignor Vescovo di Catania”. Il tentativo del Vicario e del Priore della Matrice fallì, tant’è che nel 1753 si hanno ancora tracce dello svolgimento di quella Sacra funzione, che sopravvisse, quindi, per oltre un secolo. Una cosa è certa: la Chiesa di S. Cataldo, in quel tempo, quasi gareggiava in sfarzo con la Chiesa Madre, suscitando l’invidia dei suoi rettori”. Tante le liti, inoltre, verificatesi nel passato tra le varie Confraternite. Le processioni costituivano, allora, la rappresentazione civile e religiosa della città e “la composizione dello stesso corteo indicava alla comunità l’allegoria della struttura gerarchica della società”. Le precedenze nelle processioni sono state, da sempre, oggetto di dispute. La più recente, la vertenza sorta tra le Confraternite dell’Addolorata e della Donna Nuova fu addirittura risolta dalla Congregazione dei Riti, che nel 1941 decretò ai confrati dell’Addolorata la legittimità di precedere il Fercolo della Madonna nella breve processione che parte dall’omonima chiesa per raggiungere il Duomo. Di tale “vertenza” ci dà notizia Rino Realmuto nel suo libro “La storia della Settimana Santa e delle Confraternite di Enna”, uscito nel 1975, e distribuito dall’ editrice Tea Mazzone, Palermo.

(Articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia, cronaca di Enna, il 05/04/2007)

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