IN ITALIA IL 73% DEL MERCATO RIGUARDA LAVORI SU IMMOBILI ESISTENTI MA LA BUROCRAZIA BLOCCA TUTTO E I SITI RESTANO NEL DEGRADO.

IN ITALIA IL 73% DEL MERCATO RIGUARDA LAVORI SU IMMOBILI ESISTENTI
MA LA BUROCRAZIA BLOCCA TUTTO E I SITI RESTANO NEL DEGRADO.
UN ESEMPIO: DA UN ANNO NON PARTE IL CANTIERE DA 8 MLN
PER IL RESTAURO DI PALAZZO DELLE AQUILE.
IL COMUNE SCRIVE ALL’ANAC, L’ANAC ANCORA NON RISPONDE, ANCE SICILIA ORA CHIEDE ALL’ANAC: “QUALI SONO I MOTIVI CHE BLOCCANO TUTTO?”

Palermo, 11 giugno 2019 – In Italia il 73% dei lavori edili riguarda interventi su immobili esistenti, ma, nonostante l’ampia disponibilità di finanziamenti pubblici e di incentivi ai privati, la burocrazia blocca ogni possibilità di sviluppo di ripristini, ricostruzioni, manutenzioni e adeguamenti ai criteri antisismici ed energetici, soprattutto di siti culturali degradati.
L’Ance Sicilia, impegnata nelle campagne “Bloccadegrado” e “Bloccaburocrazia”, porta ad esempio un caso, inserito sul sito www.sbloccacantieri.it : a giugno 2018 il Comune di Palermo aggiudicò la gara, da circa 8 mln di euro, bandita il 2 febbraio del 2017 per il restauro di Palazzo delle Aquile, il Municipio del Capoluogo dell’Isola. Ebbene, trascorso un anno, ad oggi non risulta ancora firmato il contratto con l’impresa per l’apertura del cantiere. Alla richiesta di chiarimenti inviata lo scorso 11 aprile dall’Ance Sicilia, il Comune il 3 giugno ha risposto che “dopo l’aggiudicazione sono state rilevate criticità di portata tale che l’Amministrazione ha ritenuto necessario acquisire un parere dall’Anac, al quale ha deciso di vincolarsi”. Ora l’Ance Sicilia ha chiesto all’Anac di chiarire quali siano le ragioni del ritardo nell’avvio di un cantiere così importante.
Purtroppo non è l’unico caso in Sicilia di opera bloccata da rimpalli burocratici, e presto, nell’ambito della campagna “Bloccadegrado”, il sistema Ance Sicilia provvederà a delimitare con apposite segnalazioni tanti luoghi degradati che potrebbero essere restituiti alla pubblica fruizione.
Fra l’altro, si tratta di interventi che, come è emerso oggi dal seminario organizzato da Ance Sicilia con la partecipazione di docenti dell’Università di Palermo, sono resi più facili e a costi competitivi dalla disponibilità di 38 materiali innovativi (fra cui malte bicomponenti, microcalcestruzzi fibrorinforzati, additivi e fibre elastiche), divenuti i protagonisti delle ricostruzioni post sisma a L’Aquila e nell’Italia centrale e inseriti da un anno nel nuovo Prezziario regionale, che consentono a progettisti e imprese di risanare e rinforzare elementi ammalorati rendendoli antisismici e ad efficienza energetica in chiave sismabonus ed ecobonus.
“Sono materiali – ha spiegato Lidia La Mendola, coordinatore del corso di laurea magistrale in Ingegneria dei sistemi edilizi presso l’Università di Palermo – leggeri, resistenti e parzialmente reversibili, da applicare con metodi specifici caso per caso, che integrano le tecniche tradizionali e si rivelano assai utili nel rinforzo strutturale di edifici esistenti, anche a carattere monumentale, di siti culturali vincolati e di infrastrutture in calcestruzzo, prolungandone la durabilità e migliorandone il comportamento sismico”.

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