Il Vice Presidente dell’Ars Antonio Venturino sui Tribunali Minori

No alla soppressione dei tribunali cosiddetti “minori”. Tra i più convinti sostenitori del referendum, che si prefigge il mantenimento in Sicilia delle sedi di Mistretta, Modica e Nicosia, c’è anche il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino (PSI) la cui azione è stata determinante attraverso l’ordine del giorno approvato dall’Aula nel giugno scorso, con il quale si invitavano colleghi deputati e presidente dell’Ars ad affiancare l’iniziativa referendaria proposta dalla Regione Abruzzo per riaccendere i riflettori sulla vicenda.

 

Per rilanciare l’argomento che sta a cuore a tanti tra cittadini e professionisti, il vice presidente vicario dell’Ars Venturino, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, ha partecipato al palazzo della Cultura di Modica ad un convegno su “Incostituzionalità della legge che sopprime i tribunali”; tra i relatori, anche Alberto Giannone, gip di Asti,e l’avvocato Enzo Galazzo, promotore del Comitato Pro tribunali, con la partecipazione di numerosi avvocati del foro di Ragusa.

 

Il Tribunale di Modica è stato accorpato a quello di Ragusa. Dunque, Modica gestire solamente per due anni gli affari civili pregressi al 13/09/2013. Cancellati con un colpo di spugna, settecento anni di storia e tradizione giuridica. Com’era prevedibile, l’acquisizione a Ragusa di tutti gli affari provenienti da Modica, ma anche da Vittoria, ha provocato forti disagi di natura giudiziaria, sociale, economica ed organizzativa, in palese contrasto con i principi di spesa, di risparmio e di miglioramento di efficienza della giustizia, destinati ad aggravarsi irrimediabilmente.

 

Nel corso del suo intervento, Venturino ha informato i presenti sullo stato dell’iter referendario, visto che la Cassazione ha ritenuto ammissibile la legittimità della proposta referendaria suggerendo soltanto dei semplici aggiustamenti tecnico-formali. “Un iter – ha detto – che prosegue nella maniera attesa e sperata”. Inoltre, il numero minimo di 5 consigli regionali per richiedere il referendum è stato superato ampiamente, dal momento che hanno deciso di “ribellarsi”, oltre Abruzzo, Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia, anche Piemonte, marche, Friuli venezia Giulia e Liguria. Venturino ha, inoltre, illustrato i punti salienti della illegittimità costituzionale della L.148/2011 spiegando le violazioni delle norme procedurali e formali che inficiano la legge che ha soppresso i tribunali e riorganizzato gli uffici giudiziari. Il gip Giannone ha invece spiegato le ragioni di fatto e di diritto che militano all’abrogazione della 148/2011.

 

“Una legge che nasce viziata fin dalla sua origine – ha sottolineato il vice presidente vicario dell’Ars – vi sono diversi profili di incostituzionalità, oltre al fatto che  la legge delega al Governo imponeva di procedere alla soppressione, riduzione dei Tribunali tenendo conto dell’estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e soprattutto della specificità territoriale del bacino di utenza con riguardo all’impatto della criminalità organizzata. La soppressione di queste sedi giudiziarie ha creato desertificazione sociale, economica, culturale del territorio, con conseguenze economiche e sociali disastrose. Ma soprattutto, lasciatemelo dire – ha aggiunto Venturino – ha allontanato ancora di più le istituzioni dai cittadini, creando un deficit di legalità difficilmente colmabile.  E’ inutile nasconderlo,  questa legge frappone un nuovo, grande ostacolo fra i cittadini e la loro richiesta di giustizia L’idea di una giustizia locale vicina al cittadino e al territorio non può essere considerata un ramo secco da segare. La piccola giustizia ha i suoi meriti e le sue buone ragioni per esistere”.

 

“A tutto questo – ha concluso Venturino – va aggiunto che il tanto decantato, presunto ed irrisorio risparmio derivante dal taglio dei Tribunali viene pagato da tutti gli utenti, avvocati, addetti alle cancellerie, agli uffici giudiziari, i quali si trovano ad affrontare trasferte scomodissime e costi ben più elevati. Proprio in questo senso è stata una battaglia di civiltà per garantire l’accesso alla giustizia a tutti i cittadini Per tutte queste ragioni, ho profondamente sentito il dovere di agire e fare qualcosa  per impedire che Nicosia, Modica e Mistretta subiscano un tale scempio e che invece possano continuare ad essere fondamentale presidio di legalità”.

 

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