Il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino sui Liberi consorzi di comuni

Torna sulla vicenda dei liberi consorzi e della collocazione futura di Piazza Armerina nell’assetto territoriale – se passare con la Città metropolitana di Catania o se far parte del Consorzio Ennese con prospettive diverse – il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino, sostenitore della seconda soluzione, che ha scritto al presidente del Consiglio Comunale di Piazza Armerina Gianfilippo La Mattina.

Per il prossimo 28 settembre, infatti, è stata convocata dal presidente La Mattina una seduta dell’Assemblea cittadina, con all’ordine del giorno proprio la discussione per determinare se Piazza Armerina debba aderire alla Città Metropolitana di Catania oppure tornare sui propri passi, modificando il percorso intrapreso in seguito al referendum consultivo dello scorso anno.

“Le rivolgo un appello affinché nel massimo rispetto delle prerogative istituzionali sue e dei consiglieri Comunali – scrive Venturino – interceda nei confronti di questi ultimi per posticipare la data della discussione su un tema di così eccezionale portata da condizionare il futuro di Piazza e dei suoi figli per molti decenni a venire. La mia iniziativa, che spero venga condivisa anche dal Consiglio Comunale, muove dal fatto che avverto profondamente la responsabilità riguardo alle conseguenze che la decisione eventualmente assunta potrà produrre”.

“Ritengo – aggiunge il vice presidente vicario dell’Ars – di non poter accettare supinamente che la medesima decisione venga adottata in seguito alle pressioni di una minoranza rumorosa, che usa argomenti demagogici e populisti e informa male i cittadini con la complicità di un sindaco il quale, forse nell’intento di recuperare consensi, mette invece in liquidazione la storia, la cultura e le speranze della nostra città. In Assemblea Regionale – prosegue Venturino –ho cercato di salvaguardare il quadro precedente in cui la decisione assunta dal Consiglio Comunale di Piazza aveva un senso, ma oggiAggiungi un appuntamento per oggi lo scenario  è completamente diverso rispetto a quello di un anno fa.  Aderire ad una città metropolitana di 61 comuni e di oltre 1 milione di abitanti non è assolutamente la stessa situazione che ci vedeva entrare in un Consorzio di circa 400 mila abitanti. Come pure è radicalmente diverso aderire ad un territorio che ci vede del tutto marginali sia dal punto di vista geografico, sia sotto il profilo demografico.

“Perciò non intendo assistere passivamente a quello che rischia di configurarsi come un vero scempio, andando ad inserire la nostra città in una entità abnorme nella quale conterà poco o nulla e verrà definitivamente tagliata fuori da ogni possibile occasione di rilancio economico e sociale.  È questa – aggiunge Venturino – un’occasione storica per restituire a Piazza Armerina il ruolo e le funzioni che le competono e che le sono state sottratte per le note vicissitudini storiche e politiche. OggiAggiungi un appuntamento per oggi siamo nelle condizioni di poter ridisegnare, con l’accordo di tutti i comuni del territorio un nuovo modello di gestione di questo pezzo di Sicilia, addirittura assumendo una denominazione nuova e diversa che offra ai cittadini, anche simbolicamente, il superamento dell’ormai datato  dualismo con Enna”.

“Per queste ragioni – conclude Venturino rivolgendosi a La Mattina – la esorto ad intraprendere le iniziative necessarie per consentire alla totalità dei piazzesi di essere compartecipi, attraverso un serio dibattito in Consiglio, di una scelta che davvero ricalchi le aspirazioni di una comunità intera e non di una parte di fatto minoritaria. La legge regionale fissa a novanta giorni il termine in cui i consigli comunali devono deliberare in merito. Che si utilizzi al meglio questo tempo scongiurando decisioni affrettate che possono diventare una macchia indelebile di cui la comunità piazzese potrebbe pentirsi”..

Sabato 19, a Piazza Armerina, Venturino ha organizzato una riunione con tutti i sindaci del territorio per fare tutti assieme una riflessione serena ma concreta sulla strada da intraprendere.

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