Il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina Rosario Gisana sulla “falsariga” di Papa Francesco

Piazza Armerina. Un vescovo che sta seguendo, non solo a parole, la falsariga di colui che l’ha nominato, ovvero Papa Francesco. Si tratta, ovviamente, di monsignor Rosario Gisana, ordinario della diocesi di Piazza Armerina, il quale, durante la recente visita “ad limina” ha ricevuto il plauso del Pontefice per un’iniziativa unica a livello nazionale, nel suo genere, e che presto potrebbe essere imitata da molti altri vescovi. Quello che ha fatto monsignor Gisana ce lo ha raccontato uno dei diaconi “storici” della diocesi, l’ennese don Pietro Valenti, ordinato nel 1997 dal compianto monsignor Vincenzo Cirrincione. Don Valenti oltre a soddisfare le prerogative proprie del diaconato si è sempre distinto nel servizio verso i poveri, per cui ha accolto l’iniziativa di monsignor Gisana con grande entusiasmo. Ma cos’ha fatto il vescovo? È partito dal presupposto che la Caritas diocesana, così com’era organizzata, necessitava di una rivisitazione, per cui durante i primi due anni del suo mandato ha osservato con attenzione e in silenzio l’andamento dell’importante organismo. Pochi giorni fa, ha raccontato don Valenti, la decisione, e la svolta rivoluzionaria del vescovo che, con un “piacevole colpo di mano” ha deciso di prendere le redini della Carità autonominandosene direttore e, nello stesso tempo, sollevando i diaconi di ogni vicariato dagli incarichi parrocchiali e destinandoli all’esclusivo servizio della Caritá. “ Ciò è avvenuto, ha detto don Valenti, non prima che il vescovo si fosse consultato con il responsabile della formazione dei diaconi, don Angelo Lo Presti”. Il vescovo, inoltre, negli ultimi due anni si è confrontato costantemente con i diaconi cogliendone le istanze ed alla fine ha concluso che il ruolo del diacono nelle parrocchie è troppo restrittivo e si riduce ad una sorta di “sacrista maggiorato”. Erano sprecati dunque i diaconi nelle parrocchie, bisognava esaltare il loro ruolo, dunque il vescovo li ha convocati in un ritiro spirituale dove tutti insieme hanno fatto ulteriore discernimento e dal quale è scaturita la decisione anzidetta. “ E così , ha sottolineato don Valenti, il Diacono torna alla radice del suo ministero com’è proclamato negli Atti degli Apostoli 6, 1-7”. Secondo monsignor Gisana dunque, i diaconi si devono dedicare al servizio dei poveri pur partendo dalla triplice valenza del servizio alla liturgia parola e carità. Questo non significa che essi siano esautorati dal predicare e dal servire ovviamente agli altari o dall’amministrare i sacramenti, caratteristiche peculiari del loro ministero, anzi, l’esatto opposto. Il vescovo Gisana sta dunque rivoluzionando la Carità diocesana come anzidetto seguendola personalmente da direttore “ in solidum” con i diaconi i quali rispettivamente si occuperanno di differenti e specifici settori quali ad esempio il servizio civile, il microcredito e prestito della speranza, , il progetto Policoro, gli immigrati, la mondialità, l’occupazione giovanile, l’ usura, la disoccupazione, la pastorale del lavoro, e i detenuti. Riprendere infine le Caritas parrocchiali questo sarà il loro compito fondamentale.
Mario Antonio Pagaria

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