Il SIndacato autonomo Fiadel su vertenza comparto rifiuti

Se i sindaci sono stanchi e arrabbiati per la situazione dei rifiuti a Enna, noi siamo delusi, anzi furiosi. Delusi perche’ invano da anni ripetiamo che era necessaria una rivoluzione organizzativa e che i responsabili della situazione in cui ci troviamo andavano rimossi, furiosi perche’ la grave situazione in cui si trova la provincia di Enna’ non si risolve puntando il dito contro i lavoratori e i sindacati”. Lo scrive in una nota Salvatore Sauro, segretario territoriale ambiente Enna della Fiadel. “Dopo gli anni bui di parentopoli ci aspettavamo una forte discontinuita’ che ancora non si vede. Era necessaria per far ripartire l’azienda e rimuovere le tante storture ancora presenti. Non serviva e non serve – prosegue il sindacalista , invece, lo scaricabarile dei sindaci. Lo ripetiamo l’ennesima volta: stiamo ancora aspettando che l’azienda porti al tavolo sindacale i dati per studiare insieme le cause e i necessari correttivi. I sindaci si occupino invece di trovare soluzione veloci e credibili al problema relativo allo smaltimento finale dei rifiuti che e’ la principale causa della situazione attuale, e presenti un piano industriale credibile per rilanciare l’azienda”.

Martedì era’ stato convocato dal commissario un incontro con i sindacati per trovare e mettere in atto soluzioni che permettano di superare la crisi che sta vivendo il settore’. Anche questa volta – prosegue Sauro– avremmo dato la nostra parte avanzando responsabilmente e senza inutili clamori proposte per risolvere i problemi e far lavorare con serenita’ gli operatori” cosa che volutamente è saltata per non risolvere nessun problema.

SAURO “i sindaci facciano mea culpa”

i sindaci la smettano di dare la caccia alle streghe e facciano un sano mea culpa sull’immondizia che da anni, non da oggi o da ieri, invade le strade della provincia di Enna, dal centro alla periferia. I sindaci invece, che in un anno con la complicità di tutte le istituzioni hanno trasformato la provincia in un porcile, cercano disperatamente un colpevole sul quale scaricare responsabilità che sono in primo luogo loro, visto che sono stati eletti per amministrare queste città: prima è colpa dei controlli che non funzionano, poi dei sindacati Ato accusati di non so cosa. Oggi tuona che salteranno delle teste, dimenticandosi che i nuovi vertici, non senza qualche gaffe, li hanno scelti loro. Se c’è una testa che deve saltare è proprio quella dei sindaci di tutta la provincia , data l’incapacità di governare il problema”.

Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è, (nell’ordine): un imbecille, un disonesto, un fanatico. Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero. E a questo credo io mi piegherò sempre, per questo credo io pagherò sempre: ignorando orgogliosamente chi non capisce o chi per i suoi interessi e le sue ideologie finge di non capire.” [Oriana Fallaci]

Secondo SAURO, per poter capire meglio la situazione attuale, è necessario fare un passo indietro. Molti si chiedono come mai oggi l’ATO sia così in crisi. Quando ancora c’era Sicilia ambiente s.p.a., l’azienda era in salute; un dato negli anni prima che prendesse il servizio in house rivela che l’azienda chiudeva i bilanci in attivo. Oggi, invece, L ‘ATO ennaeuno crea deficit di euro al mese. È successo questo perché si è passati da un’azienda efficiente ad una poco funzionale con grosse difficoltà. Ad esempio molti mezzi sono ormai usurati, non più efficienti e difficili da riparare; Inoltre fino agli anni precedenti all’ato sicilia ambiente. portava avanti progetti per l’installazione di impianti, e quello di compostaggio, che insieme avrebbero avuto la capacità di ridurre di più di 1/3 i rifiuti prodotti.

Nel 2001 col cambio di giunta si è passati dall’amministrazione di Capodicasa, che parlava di un piano per la raccolta differenziata, a quella di Cuffaro, che invece sosteneva l’utilizzo dell’inceneritore. Ciò ha determinato l’abbandono di tutti i progetti che siciliaambiente s.p.a. stava sostenendo.

Negli ultimi anni Ato s.p.a. non è stato gestito adeguatamente e i Comuni non hanno mai affrontato seriamente il problema se non per quanto riguarda l’aspetto dei suoi dipendenti. L’aumento del personale e la riduzione del funzionamento in generale dell’azienda l’hanno portata al fallimento. Oggi, con Ato, abbiamo un’azienda con un nome diverso, ma il funzionamento è lo stesso. Il personale è poco gestibile e non viene comunque impiegato al massimo delle potenzialità, non ci sono mezzi adeguati.

Sarebbero necessari mezzi adeguati e personale professionalizzate, ma risulta importante anche la collaborazione del cittadino, che al momento però non vede i vantaggi nella raccolta differenziata.

Si dovrebbe giocare una doppia partita: da un lato, operare in favore dell’educazione civica, ovvero spiegare che la raccolta differenziata renderebbe più pulita la città; dall’altro lato operare sugli incentivi economici, poiché la raccolta differenziata aiuterebbe ad abbassare i costi delle materie prime, che si venderebbero ai consorzi per il riciclaggio, e quindi anche il cittadino pagherebbe meno tasse.

Riguardo al modello di raccolta differenziata attuale delle nostre città, Salvatore Sauro afferma che il porta a porta è un metodo utile, ma dovrebbe essere svolto meglio di così, poiché si deve rendere più responsabile il cittadino informandolo, magari incontrando a campione i cittadini per far capire loro il funzionamento e facendo loro notare i vantaggi che ne derivano.

Inoltre si dovrebbe allargare il porta a porta in tutte la città, come sostengono anche altre associazioni impegnate sul tema. Il personale a disposizione ci sarebbe e lo si potrebbe impiegare per completare questo processo.

In conclusione l’azione primaria da concretizzare è la continua informazione dei cittadini, poiché, la prima risorsa da valorizzare è il capitale umano. In generale ci vorrebbe una maggiore cultura del rispetto dell’ambiente, della salute e del risparmio. Il governo dovrebbe adottare misure di sanzioni e premi rivolti ai cittadini, ovvero più il cittadino inquina più paga, se fa uso della raccolta differenziata, paga meno tasse.

 

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