Il “Sindacalista – Musicista” Sirio Di Blasi “Nella vita non è mai troppo tardi per sognare”

Nella vita non è mai troppo tardi per sognare. Infatti in un periodo non certo facile dove tanti giovani sono sfiduciati per la mancanza di lavoro e sono quasi “tentati” a rassegnarsi, se invece chi anche dopo aver superato gli “anta”, continua a coltivare i sogni se non di un adolescente ma sicuramente di un giovanissimo. E’ è quello che fa il “grande sognatore” il valguarnerese Sirio Di Blasi il “sindacalista – pianista”. Sirio infatti durante la settimana dirige la struttura provinciale dell’Inca il patronato della Cgil e con non poche responsabilità di coordinamento. Ma poi appena ha la possibilità “scappa” dai suoi amici di gruppo e si trasforma in un jazzista di ottimo livello. Come nasce questa passione lo spiega lo stesso Sirio. “Tutto è cominciato nel 1980 a Genova quando avevo 8 anni – racconta con la semplicità e modestia che lo contraddistingue – dopo aver visto il figlio di un amico di famiglia suonare il tema “The entertainer” ovvero il brano colonna sonora del film “La Stangata” rimasi folgorato, per cui chiesi a mio padre di farmi dare lezioni di piano. Il mio primo maestro Gino Paolillo di Genova, era uno alternativo, nel senso che non mi fece cominciare dalla musica classica come facevano tutti, bensì cominciammo dalla musica “moderna”. Aveva uno studio di registrazione e preparava per i suoi allievi, delle musicassette, antenate dei moderni cd, su cui incideva basi musicali dei famosi standard jazz che avrei scoperto solo più tardi”. La passione della musica in casa Di Blasi era comunque un fatto conclamato. “Ho avuto la fortuna di avere un padre che ha amato anche lui la musica di qualsiasi genere. Avevo a disposizione molti dischi e un ottimo impianto Hi-Fi per cui ascoltavo molto”. Verso la metà degli anni 90, la famiglia Di Blasi fa ritorno a Valguarnera e Sirio, dopo aver portato avanti anche gli studi musicali classici, che culminarono con il conseguimento della licenza di teoria e solfeggio – “e lì mi fermai” – precisa . presso l’Istituto Musicale di Catania, ebbe la fortuna di conoscere nel 1998 quasi contestualmente, il ancora oggi attuale maestro di musica jazz Giovanni Mazzarino, messinese di nascita piazzese di adozione che rivoluzionò il suo modo di suonare. “Lui è il mio mentore, grande conoscitore del jazz – spiega Sirio – vanta collaborazioni con musicisti di calibro internazionale. Mi ha insegnato e mi insegna tutto quello che so fino ad oggi. Nel 2003 partecipai ai corsi di Umbria Jazz, che si tengono a Perugia nel mese di luglio, frequentando la prestigiosa scuola Berklee College of music di Boston. Ho passato i 10 giorni più intensi della mia vita “musicale”, tutti i giorni lezioni e la sera concerti. Ho perfezionato il mio modo di suonare, partecipando a diversi corsi ed inoltre ho frequentato i laboratori di musica d’insieme presso la scuola open jazz di Palermo con il Maestro Mimmo Cafiero, noto percussionista e batterista”. Ma chi è alla fine veramente Sirio Di Blasi? “Io mi considero un musicista, che però per hobby fa un altro mestiere – di dice ironizzando per fare capire di quanto è il suo amore per la musica — è una battuta ma è un’amara verità, chi decidesse di fare il musicista in Italia lo fa sapendo di farlo con non poche difficoltà. In Italia il musicista non viene considerato come un vero lavoratore. Qualcuno è convinto che suonare sia solo un passatempo, ma per me non è così, la considero una passione- professione, chi decide di suonare uno strumento musicale lo fa sacrificando tempo studiando molto. Certo mi devo dividere tra lavoro musica e famiglia, ma lo faccio con piacere. In questo mio percorso ho avuto la possibilità di conoscere tanti musicisti con alcuni dei quali collaboro stabilmente. Angelo Minacapilli Basso elettrico, Paolo Vicari Batterista, Jossy Botte Sax tenore, Francesco Longo Sax tenore, Filippo Mantegna canto, Giuseppe Nasello Chitarra elettrica”. Ma Sirio però guarda sempre avanti. “Oggi ho due progetti musicali – BLASIO BLUES BAND – con cui suoniamo Blues, rhythm and Blues, e SPAS TRIO con cui suoniamo Jazz”. Purtroppo luoghi dove si suona in provincia di Enna non ce n’è molti – conclude – e poche le istituzioni che hanno voglia di investire su progetti culturali. Ma Io non mi arrendo e continuo per la mia strada. Lo so che sarà lunga e tortuosa. Ma non è mai troppo tardi per…” Cosa ti senti di dire ai giovani di oggi che hanno paura di sognare. “Di non avere paura e di coltivare i propri sogni e tentare con tutte le forze possibili di farli realizzare. Non ci si deve arrendere mai malgrado i problemi di tutti i giorni che sono evidenti. Ma una vita non è vita segna il sogno”.

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