Il Senatore Fabrizio Trentacoste (M5S) sulla discarica di Cozzo Vuturo

> 23 agosto 2018
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> Dopo oltre vent’anni di emergenza, la gestione dei rifiuti urbani in Sicilia continua a ruotare attorno alle discariche, che ricevono l’80% dei rifiuti prodotti nell’Isola e sono ormai al collasso.
> È recente la notizia di possibili ‘speculazioni’, da parte di operatori privati e di piattaforme autorizzate, sullo smaltimento dei rifiuti organici. Tale notizia alimenta i sospetti sul business dei rifiuti, costituito da un intreccio di cattiva gestione, continue emergenze, incapacità politica, connivenza e complicità tra parti corrotte della pubblica amministrazione e la criminalità organizzata.
> Tuttavia, ancora una volta, assistiamo al susseguirsi di una serie di ordinanze, spesso in deroga alle precedenti, che consentono il trasferimento dei rifiuti da una provincia all’altra.
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> Appare al riguardo significativo il caso della recente riapertura della discarica di Cozzo Vuturo, nel territorio comunale di Enna, inizialmente chiamata a sopperire all’esigenza di 19 comuni dell’ennese, per un periodo stimato di 19 mesi. In realtà, dallo scorso 10 agosto, a seguito del DDG n. 861 del Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, accoglie anche i conferimenti di alcuni comuni della provincia di Agrigento, vanificando l’agognata gestione pubblica virtuosa delle discariche e degli impianti sovracomunali, che avrebbe dovuto ottimizzare il servizio, tranquillizzando la popolazione e le stesse istituzioni preposte. Così come appare, oggi, mera propaganda l’affermazione del governatore Musumeci, che a chi chiedeva se questo impianto potesse smaltire i rifiuti di altri comuni, rispondeva “ogni provincia si piange i suoi rifiuti”.
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> Lo stato di emergenza ha fatto chiudere gli occhi ai vari governi regionali -compreso l’attuale- sulle gravi criticità di natura ambientale che questa discarica presenta, a partire dal fatto che essa sorge in due valloni naturali, in una zona di calanchi argillosi e soggetta a frane.
> Inoltre, le indagini della Procura della Repubblica di Enna, relative al sito di Cozzo Vuturo e avviate a seguito dello sversamento di percolati provenienti dalle vasche B1 e B2, si sono concluse con la notifica a tre funzionari dell’ATO Rifiuti di Enna della chiusura delle indagini preliminari e di rinvio a giudizio, per il reato previsto dal codice dell’ambiente di gestione della discarica “non conforme a legge”. In fase di indagine, la Magistratura ha anche riscontrato “condotte omissive” in relazione alla “mancata adozione di misure e di iniziative volte a evitare l’evento” che avrebbero pertanto concorso a causare “il ricorrente versamento dalle vasche dell’impianto di percolato contenente sostanze ritenute pericolose” che avrebbero, contaminato “i terreni limitrofi e quelli a valle, nonché le sottostanti falde acquifere”.
> Tuttavia, ciò non ha impedito la realizzazione del progetto di “ampliamento della ‘vasca B2’ della discarica per rifiuti non pericolosi e la realizzazione dell’impianto di trattamento meccanico e biologico (TMB)”, nonché la recente autorizzazione dello “impianto di tritovagliatura, biostabilizzazione e abbancamento presso la vasca B1 della discarica di Cozzo Vuturo”, di cui si diceva, senza che si sia proceduto alla messa in sicurezza delle vasche A e B1.
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> Mi rammarica che le forze politiche locali si stiano rendendo conto solo adesso della gravità delle ripercussioni ambientali di questa discarica. Essa presenta tutti i presupposti e le condizioni che comportato la violazione della normativa nazionale ed europea in materia ambientale.
> Auspico, quindi, che la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti possa verificare e approfondire i termini e le modalità di questa condizione emergenziale, a cui la Sicilia non vuole rassegnarsi.
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> Così il senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Trentacoste.

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