Il Senatore Antonio D’Alì sul Parco nazionale di Pantelleria

Trapani, 8 giugno 2016. «Sono indignato. Non solo per il gravissimo danno ambientale subìto dalla meravigliosa isola di Pantelleria, devastata da un incendio di enormi proporzioni, ma anche dall’evidente ipocrisia di un’inutile Regione e del Ministro dell’Ambiente». Così il Senatore Antonio d’Alì, dopo aver appreso dell’impegno del Governo nazionale di predisporre un decreto per l’istituzione di un parco nazionale per l’isola che è stata recentemente avvolta dalle fiamme. «La realizzazione di un parco nazionale a Pantelleria è già legge da tempo, esattamente dal 2007, per mia iniziativa (articolo 26, comma 4 septies, legge n. 222 del 29 novembre 2007). In quell’occasione ne proposi e ne feci approvare la sua istituzione sia per Pantelleria che per le isole Egadi. Ma incontrai un enorme ostruzionismo. La Regione siciliana, che avrebbe dovuto portare avanti questa opportunità anche da sola, fece addirittura ricorso alla Corte Costituzionale avverso la stessa norma, nonostante il progetto fosse correttamente accompagnato dallo stanziamento delle somme necessarie alle spese di istruttoria per la realizzazione del parco. Ricorso che fu poi rigettato dalla Corte Costituzionale che ne dichiarò inammissibile la questione di legittimità sollevata (sentenza n. 12 del 23 gennaio 2009 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2009). Per non parlare dell’ostruzionismo portato avanti dal Comune di Pantelleria, per ciò che lo riguardava così come quello dell’ente locale Favignana, relativamente alle isole Egadi. Così quella norma non fu mai attuata».

«E adesso, a distanza di quasi dieci anni, ci voleva un incendio così devastante per rendersi conto dell’importanza di istituire un parco nazionale dell’intera isola che, a mio avviso, rappresenterebbe anche una tutela contro i tentativi di trivellazioni petrolifere. Tutto questo mi appare davvero come un’offesa all’intelligenza dei cittadini. Siamo veramente al trionfo dell’ipocrisia della politica in tutte le sue sfaccettature. Al di là dell’annuncio adesso serve capire materialmente quando si passerà ai fatti. E speriamo non si debba andare incontro ad un’altra sfigurante calamità naturale per rendersi conto dell’opportunità di crearne uno anche per le isole Egadi».

 

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