Il Segretario Provinciale Fpl Uil Giuseppe Adamo sulla mancata sottoscrizione CCL decentrato all’Asp di Enna

“Se qualcuno pensa che la battuta d’arresto per la mancata sottoscrizione del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo possa indebolire l’azione della UIL FPL si sbaglia di grosso. Anzi, andremo avanti con la stessa caparbietà che ci ha contraddistinti in questi ultimi anni.

Il 31 ottobre 2018 doveva rappresentare una giornata importante per i lavoratori dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna, invece, come accade oramai da troppo tempo nel momento in cui si doveva concretizzare, come si dice dalle nostri parti “quagliari”, guarda caso, per ragioni oscure che forse esulano dalle mere dinamiche sindacali, la firma non arriva.

Avevamo chiesto con forza la riunione di ieri pomeriggio in quanto Organizzazione maggiormente rappresentativa, avendo vinto la penultima e stravinto l’ultima consultazione della RSU, sentivamo il peso e l’obbligo di dare risposte ai lavoratori tutti nessuno escluso.

La mancata firma potrebbe far pensare a due modelli di sindacato: il nostro modello che impernia l’attività e quindi la sua azione solo ed esclusivamente a portare benefici ai lavoratori soddisfacendo bisogni e premialità, un altro modello, invece, che non ci appartiene, che persegue logiche diverse forse lontane dalla tutela dei diritti dei lavoratori.

Il contratto integrativo aziendale, strumento di grande autonomia sul territorio, avrebbe premiato chi con l’attività nei reparti contribuisce a dare “il servizio” all’utenza e ci riferiamo ad ausiliari, operatori socio sanitari, operatori tecnici, infermieri professionali, assistenti sociali, ostetriche, tecnici di laboratorio, addetti all’ossigeno, tecnici di radiologia ed amministrativi.

Invece, non si fa nulla!!! Perché?

A questa domanda dovrebbe rispondere anche e soprattutto l’Amministrazione, perché registriamo due pesi e due misure. Un peso verso l’Area della Dirigenza Medica ed un peso verso il comparto ossia verso le fasce più deboli. I fondi pubblici come lo sono per il comparto lo sono anche per la dirigenza.

Quello che ci stupisce? Che la Direzione non riesce a tenere la barra dritta.

Per correttezza l’unico componente della Direzione, che fino all’ultimo ha tentato con tutti i mezzi per addivenire alla sottoscrizione del Contratto Integrativo, è stato il Direttore Sanitario, il Dottore Cassarà, il quale probabilmente più degli altri conosce l’Azienda essendo del territorio ed i suoi personaggi.

Forse le voci sulle nomine dei nuovi Direttori Generali ed a cascata dei Direttori Amministrativi nonché dei Direttori Sanitari ha distratto un po’ il management dell’Azienda. Mah!!!

Noi, come UIL FPL, ci scusiamo con il personale dipendente per il momentaneo mancato obiettivo ma promettiamo che la nostra azione diventerà ancora più incisiva e determinata.

Partendo dall’operato del Collegio Sindacale, che non ci convince affatto. Abbiamo già fatto richiesta degli atti da loro esitati in merito alla verifica dei costi.

Chiederemo gli atti con i quali vengono distribuite e come vengono finanziate le prestazioni aggiuntive; se vai allo sportello del CUP per determinate prestazioni ci sono tempi d’attesa lunghissimi mentre per le prestazioni in Attività Libero Professionali o per sopperire a carenze d’organico parrebbe che si finanzino ingenti somme.

Come sarebbe opportuno che l’Azienda osservi il comportamento di alcuni dipendenti che non indossano correttamente la divisa durante l’orario di lavoro, dipendenti che hanno tantissime ore di debito orario non si interviene o se lo si fa in notevole ritardo, cercare di capire se alcuni dipendenti anche se a titolo gratuito per il tramite di Associazioni possano fare concorrenza alla stessa Azienda, chiederemo, inoltre, copia di moltissimi ordini di servizio in difformità della legge mentre ci si autotutela , però, mandando allo SPRESAL dipendenti che hanno patologie che non permetterebbe loro di poter rimanere più in quei reparti che hanno un’utenza particolare.

E’ un nostro dovere, pertanto, chiedere un’audizione in VI Commissione all’ARS alla presenza di chi da anni amministra questa Azienda anche per capire se è opportuno, nella quotidianità, continuare a mettere la faccia per rappresentare i lavoratori oppure come scriveva Dante nella Divina Commedia, per chi si apprestava ad entrare all’Inferno “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” e questa porta è la porta dell’ASP di Enna, dove non si è mai fatto nulla e mai si farà”.

IL SEGRETARIO GENERALE UIL FPL

GIUSEPPE ADAMO

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