Il Presidente della Regione Crocetta all’Inaugurazione a Enna dell’anno accademico dell’Università Dunarea De Jos

Inaugurato il secondo anno di Medicina romena a Enna con la benedizione del governatore Rosario Crocetta. Il presidente della Regione alla cerimonia di apertura del nuovo anno accademico: “Come uomo libero di questa regione, di questa terra, di questa Italia sono qui per dire: basta col numero chiuso in Italia, lanciamola da Enna questa battaglia. Basta con il numero chiuso nelle università italiane”. Crisafulli, non voleva sentire altro. Uno scrosciante applauso ha accolto le concitate parole di Crocetta, nell’auditorium da una parte gli aspiranti medici tutti in camice bianco, 27 gli iscritti al nuovo anno e 52 quelli del secondo, affiancati ancora una volta dai genitori che dopo avere assistito lo scorso anno a ogni forma di opposizione da parte del Miur quest’anno – potenza di Mirello Crisafulli, ex senatore del Pd – assistono alla beatificazione del corso di laurea di Medicina in aula remota. Al trionfo del “barone rosso” assiste in auditorium tutto lo stato maggiore del centrosinistra siciliano, presenti gli assessori Marziano, Lantieri e Barbagallo e ancora i deputati nazionali e regionali Greco, Digiacomo, Fiorenza, Alloro e Cracolici, il vicepresidente dell’Ars Lupo, il segretario Pd Fausto Raciti. “Questa università – ha dichiarato il presidente, che lo scorso anno glissò l’invito – è un atto di determinazione di una comunità che si è ribellata e ha fatto bene, che ha voluto dire: noi vogliamo realizzare un’università e ne abbiamo il diritto”. Crocetta ha rotto gli indugi e si è schierato contro il numero chiuso delle università, citando persino l’articolo 3 della Costituzione che garantisce la libertà degli studenti di decidere dove studiare parlando anche di diritto allo studio negato ma soprattutto ha sposato in pieno la causa dell’università voluta da Crisafulli. Pace fatta tra i due quindi. L’ateneo Dunarea De Jos sbarcava a Enna con i suoi docenti lo scorso anno da quel momento prendeva vita una vera e propria battaglia legale tra l’ateneo di Galati e il Fondo Proserpina da una parte e il ministero dell’Istruzione dall’altra. Il Miur si è rivolto al Tribunale di Caltanissetta per interrompere le lezioni, ritenute illegittime. Il giudice però, lo scorso luglio, ha respinto la richiesta non negando però alcune criticità. “Esiste o no la libera circolazione in Europa? Mi pare che sia sancita da tutte le direttive! – ha ribadito Crocetta – Non riesco a capire su che cosa si basa questo divieto se non con l’ossessione del numero chiuso, se lo stato non ha i fondi per assicurare con le proprie risorse l’università e l’ampliamento del numero degli studenti nelle università pubbliche, su che principio giuridico tale Stato impedisce l’apertura di università private? Non ha veramente alcun fondamento né giuridico né costituzionale”. Presenti alla cerimonia il Rettore dell’ateneo romeno Iulian Gabriel Birsan, il Presidente del Senato accademico, Lucian Georgescu, il Direttore Generale, Cezar Bichescu e il Sindaco di Galati, Ionut Pucheanu. “Sono molto soddisfatto – ha esordito Crisafulli, “l’impresentabile” – non c’è motivo di riprendere vecchie questioni, avevamo ragione noi. Ha vinto l’Europa. Il Miur ha ritenuto di non dover insistere, noi neanche quindi questi ragazzi studieranno, si formeranno e faranno i tirocini formativi”. Gongola il “barone rosso” che si è fatto selfie con studenti e genitori, ha stretto mani e ricevuto frasi del tipo: “Mirello sempre a disposizione, ti voglio bene”. Ha prendere parola l’assessore alla formazione Bruno Marziano: “Bisogna lavorare affinché ci sia una collaborazione reciproca tra l’università Dunarea De Jos a Enna e le istituzioni sanitarie e sono certo che l’assessorato alla salute si impegnerà per garantirlo”, un chiaro riferimento alla questione tirocini. Infatti dopo la richiesta di lasciare i locali dell’azienda sanitaria ennese gli aspiranti medici non possono fare attività di tirocinio all’Umberto I di Enna e a riguardo – Max Crisafulli, consulente del fondo Proserpina e figlio dell’ex deputato – relazionando sui risultati ottenuti dalla Facoltà ennese e sui nuovi obiettivi ha reso noto che per garantire un’attività di formazione e tirocini ad alto livello la facoltà romena ha stretto accordi con la clinica Morgagni di Catania e la clinica Santa Barbara di Gela. Anche il presidente dell’Università Kore di Enna ha fatto un breve saluto dichiarando: “L’università in Europa è nata dove c’erano professori disposti a insegnare e studenti disposti ad ascoltare. I muri non appartengono alla cultura europea e questa è la dimostrazione vivente di quello che si può fare attraverso la libera circolazione”. La Facoltà romena, che non è per tutti, la sua retta annuale è di quasi 10 mila euro quest’anno sbarca lo Stretto e tra gli iscritti annovera dei ragazzi della Calabria e del Piemonte ma qualcuno è anche emigrato lasciando virtualmente la Romania per tornare a studiare in Italia. È vero che alcuni ragazzi hanno già fatto il passaggio a università statali italiane, chiediamo a Crisafulli. “Sì, materie ed esami si possono trasportare insomma sono state convalidate, quello che dicevamo noi già dall’inizio. Alla fine davanti ai trattati internazionali e al diritto comunitario c’è poco da fare i ragazzi possono trasferirsi per studiare in Italia oppure in Francia o dove vogliono loro”. Oggi il giorno della rivincita. Ma Crisafulli ci ha preso gusto e adesso che si è liberato dagli impegni referendari si butterà a capofitto in un nuovo progetto legato anche questo alla formazione universitaria.

Angela Montalto

Fonte: www.siciliainformazioni.com

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