Il PICCOLO SANTUARIO LAURETANO DI ENNA, LA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO.

Il PICCOLO SANTUARIO LAURETANO DI ENNA,

LA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO.
“Tre le poche chiese italiane che riproducono al suo interno, una copia della Santa Casa, possiamo annoverare, la dimora di Maria, fedelmente riprodotta all’interno della chiesa dello Spirito Santo”.
Il culto della Madonna di Loreto, un tempo molto diffuso in varie parti d’Italia e del mondo, e legato alla venerazione della più singolare reliquia della cristianità, le “MURA” della Santa Casa di Nazaret, traslate sul colle lauretano nel 1291, ad opera dei crociati che, espulsi definitivamente dalla Palestina, trasportarono le tre pareti in muratura della casa della Madonna nei pressi di Recanati, nelle Marche, in provincia di Ancona.
Nel IV sec. per custodire l’insigne reliquia sorse il Santuario di Loreto, uno dei più antichi santuari mariani d’Italia, oggi meta di continui pellegrinaggi nazionali ed internazionali, vero cuore mariano della cristianità.
La Madonna di Loreto, oggi non molto conosciuta e venerata dalle nostre parti, un tempo fu veneratissima degli ennesi.
Ad attestare la presenza dell’antico culto lauretano ad Enna, oltre alla chiesa dello Spirito Santo, edificata nel XIII secolo ai margini della città dai francescani, vi è la chiesa di San Francesco di Paola, sorta sul sito di una antica chiesa intitolata alla “Madonna di Loreto” affidata alle cure di una confraternita sotto lo stesso titolo di Loreto, la quale cedette nel 1590 la chiesa con annesso oratorio all’ordine dei Minimi. Oggi è ancora possibile ammirare, nella suddetta chiesa, una pregevole statua marmorea della Vergine lauretana, attribuita da alcuni alla cerchia dei Gagini e dallo storico ennese Paolo Vetri, considerata invece come opera dello scultore Giovanni Gallina. La statua della Vergine posta in una cappella laterale, si erge su un basamento marmoreo ornato da bassi rilievi, in cui è raffigurata, nella parte centrale la traslazione della Santa Casa, secondo la classica iconografia lauretana.
Ma il segno più eloquente e forte, della particolare venerazione della Madonna di Loreto ad Enna, ci è dato dalla Chiesa dello Spirito Santo, “PICCOLO SANTUARIO LAURETANO” della nostra città, a lungo abbandonato a seguito delle leggi eversive dell’ottocento, che favorirono il passaggio a privati e il conseguente degrado di suppellettili e del ciclo di affreschi che decoravano l’interno dell’edificio sacro.
Nel 1958 la chiesa fu chiusa per Il cedimento di alcune parti della struttura. Il crollo dei tetti e l’accumulo di detriti al suo interno ne causarono un ulteriore rapido degrado. A causa del completo stato di abbandono, negli anni ottanta furono trafugate le statue di Sant’Orsola e della Madonna di Loreto venerata all’interno del santuario, di cui oggi pubblichiamo una foto inedita.
Sul finire degli anni ottanta il comune di Enna acquisì l’immobile, grazie alla donazione della famiglia Potenza, tra cui Geppina Castro, che sollecitò coinvolgendo l’Amministrazione del tempo e in particolare il sindaco Antonio Alvano e gli Assessori Rocco Lombardo e Mimmo Valvo che portarono a compimento la pratica presso il Notaio Di Salvo.
Completato il restauro a cura della Soprintendenza di Enna, nel 2008 fu riaperta al culto e concessa in comodato d’uso alla Confraternita dello Spirito Santo.
Forse oggi, sono pochi gli ennesi che conoscono ed hanno visitato l’umile ma alquanto suggestiva chiesa dello Spirito Santo, che si contrappone, per la sua dimessa struttura architettonica e la semplicità del suo interno, al Duomo di Enna, sfarzoso scrigno di pregevoli opere d’arte.

Isolata rispetto all’abitato del quartiere fundrisi, posta a strapiombo su uno sperone roccioso, insieme al suo caratteristico campanile, che s’innalza al disopra dell’edificio sacro, in bilico su una base rocciosa; l’umile chiesa francescana dello Spirito Santo, che apparentemente non promette nulla di interessante, senza alcuna pretesa, offre al fedele e al visitatore, nella sua impronta architettonica, il motivo che la rende unica rispetto alle altre chiese della città, “LA COPIA DELLA DIMORA DI MARIA”, deliziosamente riprodotta nella forma e nelle dimensioni al suo interno e decorata da modesti affreschi raffiguranti le “PIETRE” della Santa Casa.
Questa singolare caratteristica, data da quella che gli anziani del quartiere chiamano “a reliquia” chiaramente riferendosi alla Santa Casa evocata all’interno nell’edificio sacro, è una prerogativa comune a poche altre chiese in Italia, circa otto, di cui due in Sicilia, la Chiesa dello Spirito Santo della nostra città e la copia custodita all’interno del Santuario di Santa Maria dell’Aiuto a Catania.
Le altre chiese che riportano al loro interno copie della Santa Casa, sulla falsariga della Basilica di Loreto, che bisogna chiaramente distinguere da quelle semplicemente dedicate della alla Vergine lauretana, in Italia sono presenti a: Trevisio, Il Santuario della Santa Casa; Brescia, chiesa di Santa Maria della Carità; Parma, all’interno della chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù; Arona (No), chiesa di Santa Marta; Aversa, Cattedrale di San Paolo; Venezia, chiesa di San Pantalon; Lucca, Chiesa di Santa Maria Nera.
Credo che valga la pena riscoprire e valorizzare “il piccolo Santuario Lauretano” di Enna, che s’inserisce perfettamente nella costellazione dei piccoli santuari mariani presenti nella nostra città, come: la chiesa dell’Addolorata, dedicata al dolore di Maria, la chiesa della Donna Nuova, che ricorda la gioia della madre del Risorto, il santuario di Valverde che celebra le origini dell’evangelizzazione della nostra città.
Il piccolo Santuario Lauretano ennese, con la sua discreta presenza può dirci ancora qualcosa, esso rappresenta un capitolo significativo, della lunga storia d’amore tra Enna e Maria; e il segno che essa custodisce al suo interno, la “SANTA CASA” oltre ad essere un evocazione di una insigne reliquia è un’ICONA in cui si riflettono gli inizi del mistero della nostra salvezza e i valori della vita cristiana.
La “Casa della Madre” da sempre rappresentato un punto di riferimento, un luogo significativo nei momenti di difficoltà, e può ancora esserlo, cioè un luogo simbolico in cui progettare con Dio una autentica rinascita della nostra città.
Che la Santa Famiglia di Nazaret, benedica e trasformi le nostre case in tante piccole sante case, in cui si vivere un’autentica vita cristiana.
Francesco Gatto

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