Il personaggio, Filmmaker ennese Ben Pace “Non avere timori del coltivare i propri sogni”

Non avere timore nel coltivare i propri sogni. È il consiglio che il filmmaker ennese, recentemente specializzato nel video storytelling per aziende, Ben Pace si sente di dare a tanti giovani della nostra terra a non rinunciare a tentare di fare quello che ella vita si vorrebbe fare. Trentatré anni, con una laurea in tasca in Comunicazione, dopo il Liceo Scientifico, Ben a dispetto della sua ancora giovane età può definirsi un giramondo visto che dopo la laurea ha iniziato il suo tour in giro per diversi stati per ampliare la sua esperienza. “Sono andato dapprima a Barcellona in Spagna con il progetto Leonardo – ci racconta – non avevo nessuna esperienza di nessun genere. Ma sono riuscito ad inserirmi ed a collaborare con una organizzazione no profit”. Successivamente l’esperienza più lunga e formativa in Scozia. “Si mi sono trasferito a Edimburgo dove ho frequentato un Master in Film Directing alla Edinburgh Napier University e Screen Academy Scotland ed ho migliorato molto il mio inglese anche grazie al lavoro part time in un ristorante. Nel frattempo, con i miei film sono andato in numerosi festival come partecipante, a Giffoni, Glasgow, Kiev e Tel Aviv per citarne alcuni”. Dopo questa esperienza un’altra molto emozionante. “Grazie alla mia rete mi hanno proposto di andare negli Stati Uniti, ho lavorato per sei mesi in uno dei festival più belli del mondo SXSW, dove musica, cinema e tecnologia convergono per 10 giorni ad Austin, Texas”. A giugno 2016 il ritorno in Italia. “A Roma ho collaborato per diverse edizioni con Capalbio International Film Festival, l’anno scorso al Milano Film Festival ho curato la sezione VR lanciando il primo VR Cinema d’Italia e da 3 anni sono consulente del MIA, Mercato Internazionale dell’Audiovisivo prodotto da ANICA e APT, il più grande evento industry di Cinema, TV e Documentari in Italia. Parallelamente, con Umberto Denaro, collega e amico fillmmaker, abbiamo lanciato take#1 dove mettiamo a disposizione delle aziende italiane le nostre capacità di narrare con immagini in movimento, per le loro attività di video marketing sui social media”.

Vivo nella capitale anche se non mi sento una persona che possa rimanere legata a lungo in un posto, perché a me piace viaggiare e vivere in posti nuovi, mi piace conoscere e raccontare altre culture, popoli e luoghi”. Oggi qual è la vita di Ben Pace. “Quella di un filmmaker che a dispetto dei tempi, riesce a lavorare e a vivere di immagini. Al MIA metto a disposizione la mia esperienza per far incontrare progetti di documentari che raccontano storie forti con potenziali finanziatori e co-produttori. Con il team di take#1, invece, curiamo le campagne video di alcune aziende molto note in Sicilia che hanno necessità di raccontarsi. Nel frattempo porto avanti i miei progetti personali, mettendo sempre al centro la storia da raccontare, negli ultimi anni ho sviluppato un progetto fotografico in pellicola che spero di mostrare al pubblico presto”. Oggi tanti giovani vorrebbero fare una cosa ma vengono scoraggiati subito nel tentare.

Tu ti senti di dire qualcosa in particolare? “Niente di che – conclude – non c’è nessuno che ha la bacchetta magica. Io posso portare la mia esperienza personale e da sempre faccio quello che mi va di fare, ho intrapreso questo percorso e non senza problemi. Ma ad oggi se dovessi fare un primo bilancio di quello che ho fatto alla mia età non mi posso lamentare. L’importante è non smettere di lavorare duro e continuare a lottare qualsiasi sia l’obiettivo”.

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