Enna Il Liceo Classico “Napoleone Colajanni” a scuola di giornalismo internazionale per abbattere i muri della mente

Il Liceo Classico “Napoleone Colajanni” a scuola di giornalismo internazionale per abbattere i muri della mente

Un messicano e un americano l’uno di fronte all’altro e, nel mezzo, un muro. Provano a dialogare, sembra che non si comprendano, ma in realtà sono la stessa cosa, uno di fronte all’altro, come un altro sé riflesso allo specchio. E il muro nel video realizzato dai promettenti alunni del Liceo Classico “Napoleone Colajanni” è una rete di pallavolo, che sembra radicare tutti i nostri preconcetti, le nostre paure, i nostri limiti che portano a vedere nell’altro un nemico da temere, da scansare e forse da annientare.
Abbiamo incontrato in questi giorni di afa cittadina, in cui le scuole sono impegnate ormai solo negli esami di Stato, alcuni dei protagonisti di questa splendida esperienza, e il loro docente di Inglese, la mente di tutto questo, il Prof. Giovanni Chiaramonte. Sofia Pavone, Alessandro Aveni, Cesare Battaglia, Francesco Rossitto, Davide Ruggero hanno 15 anni, ma tanta voglia di dire la loro.
La lezione dei classici prende dunque forma nelle menti di questi giovani neo-classicisti, coniugando le loro skills di nativi digitali a un inglese fluido e molto tecnico, lingua veicolare assoluta del loro progetto, dai risvolti internazionali. Sì, perché il progetto “Trump’s Wall” indetto dell’Economist Education, Burnet New Club Skills, la sezione che raccoglie i progetti delle scuole di tutto il mondo, promosso dal noto quotidiano internazionale di cui l’ennese Alice Speranza, anche lei ex alunna del Liceo Classico “Napoleone Colajanni”, è data analist, presenta un tema al mese, e i ragazzi del Colajanni, una trentina nel totale, tutti dai 15 ai 17 anni di età, hanno studiato quello de “Il Muro di Trump”. “L’articolazione in sei sessioni, ognuna delle quali presentava una differente issue che cambiava a ogni settimana, permetteva ai ragazzi di addentrarsi sempre più nella tematica proposta, incrementando le loro capacità di analisi e di sintesi” – ci dice il Professore Chiaramonte, che ha guidato tutte le attività, coordinandole egregiamente. “Si è partiti proprio dal tema del Muro USA-Mexico, scoprendo che invero una sorta di muro esisteva già, ma che quello che Trump aveva reso uno dei capisaldi della sua campagna elettorale era semplicemente un uso propagandistico di tipo politico di quel muro”.
Il progetto ha potuto sfruttare inoltre alcune abilità delle otto competenze chiave di cittadinanza prescritte dal Consiglio d’Europa, per questo ancor di più ha ricevuto il plauso della Dirigente Scolastica dell’Istituto, la Prof.ssa Maria Silvia Messina. E stando a Sofia “questa esperienza ci ha fatto crescere molto e apprezzare davvero il gusto di informarsi, di dialogare, di scambiarsi idee, come quando dovevamo rispondere ufficialmente ai nostri post”. “E per fare ciò – aggiunge Cesare, che ha conquistato una stella assieme a qualcun altro dei suoi compagni di progetto – abbiamo dovuto impegnarci tantissimo…scrivere bene in inglese per noi non è stato così automatico!”. “Tutto questo in realtà – ammette il Prof. Chiaramonte – ha aiutato anche me come docente a entrare più in contatto con le potenzialità dei miei alunni, che spesso durante la didattica tradizionale non abbiamo neanche il tempo di scoprire e poter valorizzare al meglio, come dovremmo invece fare”.
Il lavoro di approfondimento tematico è stato per Alessandro “un modo divertente di imparare, la lingua inglese ma anche la storia. Nella seconda Issue, per esempio, abbiamo dovuto studiare la storia dei muri, dalla Muraglia Cinese al Vallo di Adriano, dal Muro di Berlino ai tanti muri della storia contemporanea, comprendendo meglio anche la nostra attualità”. “Io poi – quasi timoroso sussurra Francesco – ho messo in atto una passione, quella dell’editing, che non pensavo di poter realizzare…”
Un’ultima riflessione? Ce la fa Davide con una citazione presa dal loro lavoro “Break the wall around your mind!”.
Un monito per tutti.

Giuliana Maria Amata

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