Il libro “Finisce la notte” di Piero Isgrò presentato nel salotto letterario di Hennaion

NELLA FOTO, DA SINISTRA, CETTINA ROSSO, MARIA LUISA SCELFO, PIERO ISGRO’, PAOLA RUBINO E ROCCO LOMBARDO

Un giallo, un romanzo di analisi, scritto con sobrietà di stile e concretezza di parola. È stato detto tutto questo venerdì 26 maggio pomeriggio nel salotto letterario del centro culturale Hennaion, a Enna, dell’ultima fatica letteraria di Piero Isgrò, il romanzo “Finisce la notte”, Arkadia editore.

Un appuntamento con la letteratura che è stato organizzato dal Centro studi “Federico II di Svevia”, in collaborazione con la Casa d’Europa e il comitato ennese della Società “Dante Alighieri” e che ha richiamato l’attenzione anche del sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, intervenuto alla presentazione.
“Devo ammetterlo, mi è costato molta fatica – ha spiegato l’autore parlando del suo libro – per scriverlo ci ho messo un anno e mezzo, ha un nucleo forte e il titolo l’ho preso da un vecchio film. Da cosa è nata la storia? Dal bisogno di esprimere l’amore”. La vicenda narrata dal giornalista e scrittore catanese è quella di Cristian Morgan ed Esmeralda Cona del Fanale, una coppia innamorata e benestante che vive a Catania e che in breve tempo subisce ben due scacchi dal destino: un primo figlio nato morto e un secondogenito che sparisce senza lasciare tracce all’età di cinque anni. La disperazione si abbatte su quella famiglia finché il nodo di intrighi e misteri che la circonda andrà pian piano dipanandosi lasciando spazio alla luce, il ritorno della speranza.

Paola Rubino, presidente del Centro studi “Federico II di Svevia”, ha spiegato che “Isgrò concepisce la letteratura con impegno etico-civile”, e che la sua sobrietà di stile e di scrittura “restituiscono un senso di autenticità al vivere”. È toccato a Maria Luisa Scelfo, già docente di Letteratura francese all’università di Catania, presentare l’opera: “In questo libro, come in tutti i romanzi di Isgrò – ha detto – i personaggi hanno una grande vitalità, sono delineati in maniera molto convincente, quasi come un’analisi psicologica. Ecco, le opere di Isgrò sono quelle che la letteratura francese definirebbe romanzi di analisi”.
L’autore non ha lesinato al pubblico presente confidenze sulla sua scrittura e considerazioni personali sullo stato dell’arte dell’editoria italiana attuale. Ha anche letto, con una coinvolgente tecnica professionale certamente maturata nei suoi anni di attività in Rai, alcune pagine del romanzo, confessandone l’aderenza alla sua infanzia e ammettendo il suo profondo legame con la città di Catania, che fa da sfondo a tutti i suoi scritti: “Come accadde con Verga, anche io ho iniziato a fare della mia città una protagonista letteraria solo quando me ne sono allontanato – ha aggiunto Isgrò – serve il giusto distacco per osservarla meglio e percepire la potenza del suo radicamento nella mente e nel cuore”.

Cettina Rosso ha descritto questo pomeriggio letterario come “un’occasione di conoscenza e uno sprone culturale per l’intera città”. Le ha fatto eco lo storico dell’arte Rocco Lombardo, parlando di una città, quella di Enna, pervasa “da un grande fermento culturale che la vede sede di numerose iniziative letterarie, accanto a quelle teatrali”: “E in ogni caso – ha concluso – per l’enorme fatica che comporta, la nascita di un libro va festeggiata come la nascita di un figlio”.

Presenti all’Hennaion, oltre ai giornalisti, anche il padrone di casa Mario Messina, le rappresentanti del Soroptimist di Enna e segretario regionale del Movimento federalista europeo Giuseppe Castronovo.

Mariangela Vacanti

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