Il Coordinamento nazionale dei Diritti Umani su anniversario strage Capaci

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, intende ricordare il 23 maggio, giorno in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tre agenti di scorta (Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro). È importante difendere, affermare e diffondere, in ogni comunità educativa, il valore degli ideali trasmessi dalle vittime assassinate brutalmente dalla mafia. Non esistono omicidi che non comportino violenza, ma la ferocia esemplificativa, tribalmente mediatica, deliberatamente ricercata dai capi di Cosa Nostra ha raggiunto vertici inusitati, scompaginando dall’interno l’assetto delle forze governative, che hanno trovato un nuovo equilibrio, grazie, soprattutto, all’indignazione popolare: nella terra in cui parlare di criminalità organizzata era un tabù, migliaia d cittadini si sono riversati in strada per testimoniare che rigettavano un sistema organizzato incentrato sulla prevaricazione. Proprio da quello sdegno e da quella volontà di riscatto si deve ripartire, per creare una società diversa come la sognavano e sognano tanti martiri della legalità.
Conoscere, guardare nel passato per scoprire la storia dei fenomeni mafiosi, le dinamiche sociali, i relativi termini lessicali è doloroso, ma necessario: dalla nascita leggendaria delle Mafie, avvenuta grazie ai tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, alla figura di Lucky Luciano, fino a giungere al Maxiprocesso del 10 febbraio del 1986 e alla cattura di alcuni importanti latitanti dei nostri giorni. Senza indulgere a celebrazioni di sorta per la rappresentazione della realtà malavitosa, spesso in voga presso alcuni prodotti cinematografici e di intrattenimento assai deleteri, bisogna, invece raccontare eroi ed antieroi, fatti storici e realtà socio – culturali nella maniera più chiara e oggettiva, facendo comprendere cosa s’intenda per concorso esterno in associazione mafiosa (art. 416-bis del codice penale italiano) e i reati connessi alla appartenenza alla stessa. Sconfiggere l’omertà in ogni sua forma, ma soprattutto combattere la disaffezione nei confronti dello Stato e l’estraneità nei confronti dei doveri pubblici comporta sforzi da parte del Governo: alternative reali alla malavita e investimento nella scuola sono le leve che possono sollevare il “mondo”.
Il Coordinamento propone due azioni didattiche fondamentali:
La prima riguarda la promozione di incontri tematici con i docenti della classe di concorso A019 – discipline giuridiche ed economiche nelle scuole, per approfondire gli argomenti in oggetto. A tal proposito, all’ISI Pertini di Lucca il Coordinamento ha sviluppato alcuni laboratori incentrati sulle fasi e i personaggi più salienti della lotta alla mafia. Tutti coloro che intendono aderire all’iniziativa potranno inviarci la loro segnalazione all’email coordinamentodirittiumani@gmail.com
La seconda comporta che i docenti di diritto ed economia possano operare nelle scuole di ogni ordine e grado, soprattutto nelle aree “a rischio” del Paese, portando i valori della legalità, del senso dello Stato e delle competenze civiche, per trasformare profondamente la società, incidendo positivamente sul futuro delle giovani generazioni.
La legalità ha una sua funzione nel momento in cui si esplicita in conoscenze dei principi che regolano la convivenza tra aggregazioni di persone sempre più estese, complesse e interconnesse e comporta anche l’interiorizzazione di regole condivise, che non costituiscono un’imposizione, ma il cuore pulsante di una società garante della libertà e dignità del singolo individuo. Per tanto è necessario fare accostare i giovani, fin dalla più tenera età, ai principi della legalità e dei diritti umani, in modo che possano sedimentarsi nella loro coscienza e divenire in modo del tutto naturale fonte di ispirazione e bussola per le future scelte di vita.

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