Il Comitato Promotore per i diritti dei Cittadini sulla ricorrenza del IV Novembre

ln occasione della ricorrenza di quest’anno dei 100 anni della prima Guerra Mondiale,1915-1918, si vuole ricordare. che anche Enna partecipò con enormi sacrifici con circa 300 morti.

Scriveva Enrico Sinicropi nel suo libro: “Enna ha dato numerosi volontari alle prime guerre di redenzione:

Camicie rosse a Garibaldi; più di 200 morti eroi nella prima grande guerra; numerosi volontari ai legionari di Fiume; soldati e morti alla seconda guerra mondiale; tutto se stesso alle proprie idee democratiche.

Nel 1913 prima della Guerra Mondiale durante la fiera del bestiame che si svolgeva nella zona Monte,

vennero degli ufficiali di cavalleria, per requisire muli e cavalli per l’esercito da utilizzare a trasportare armamenti, vettovaglie e soldati impegnati nel primo conflitto mondiale.

Con l’Austria degli Asburgo crollavano quattro imperi e si dissolveva quello spirito barbarico, che li aveva costruiti ed alimentati, fin da quando era parso a Francesco Petrarca un “diluvio raccolto da estranei deserti per devastare i nostri dolci campi”.

Non son retorica anche oggi se sentiamo noi echeggiare il canto dei fanti del Piave, NON PASSA LO STRANTERO! e le 73 divisioni austriache non passarono, perché così avevano cantato le 50 divisioni dei Nostri.

La ricorrenza del IV Novembre “Giornata delle Forze Armate” ricorda il sacrificio di tanti italiani della prima guerra mondiale con la vittoria italiana a conquistare la sua indipendenza.

Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) Enna ospitò, fraternamente i profughi del Friuli, dopo la rotta di Caporetto. Accolse umanamente i prigionieri ungheresi, la maggior parte contadini, che furono adibiti ai lavori nei campi.

Enna come è stato ricordato diede il suo contributo di sacrifici con più di 2OO caduti in guerra, elencati nel monumento dei caduti, fra questi: il Cap. Alberto Colajanni nipote di Napoleone.

Da giovane prese parte alla guerra 1915-1918 e morì per una ferita sul campo S. Michele nei pressi di Gorizia. Gli fu dedicata una Via, già Via Frà diavolo; il Tenente Salvatore Cajafo, morto nella stessa guerra. Anch’esso titolare di una Via; S. Ten. lgnazio Cristadoro, pure destinatario di una Via. Era Sotto Tenente di complimento di Fanteria nella prima guerra mondiale.

Durante un violento combattimento durato tre giorni seppe mantenere calma e energia, rincorando i propri soldati, nonostante i ripetuti attacchi del nemico Ferito

continuò a resistere fino al terzo giorno di bombardamento, quando cadde mortalmente ferito. Ebbe la medaglia d’argento al Valore Militare; S. Ten. Giuseppe Gervasi, Ufficiale dell’ Esercito permanente durante la prima guerra mondiale, cadde sul Carso in combattimento nel maggio 1917. Medaglia d’argento. Sepolto in un cimitero di guerra. Esiste una Via a lui intestata; Giuseppe Arangio, Aspirante Ufficiale morto nella prima guerra mondiale 1915-18; il sergente Gesualdo La Paglia, intestatario dell’ex Distretto Militare di Enna. Medaglia d’Oro al Valore Militare consegnata alla madre con una manifestazione pubblica (vicino all’ex Distretto militare nel 1939); il Caporale Mariano Cascio cointestatario della Scuota Regionale d’Arte di Enna; il Soldato Filippo Di Stefano, caduto in guerra. Gli fu intestata una Via.

Si ritiene sia giusto che ci sia sotto la targa delle Vie il riferimento storico, così vale per il Viale IV Novembre e per il Viale Diaz, che fu il Generale che proclamò la vittoria, Altrimenti diventino Vie anonime della storia.

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