Il Comitato promotore per i diritti dei cittadini ricorda Elisabetta Ceraulo

NELL’ANNO DEL GIUBILEO DEDICATO ALLA MISERICORDIA RICORDIAMO LA VENERABILE ELISABETTA CERAULO

Enna è anche ricca del patrimonio religioso, con Santi, Beati e Venerabili. Dei Venerabili è l’occasione di far conoscere la storia di una vedova terziaria, Elisabetta Ceraulo, nata a Castrogiovanni nel 1541.

Alcuni anni fa questo Comitato in una visita guidata nella Chiesa e Convento di Montesalvo, ricordò questa storia, di questa Venerabile, peccatrice ravveduta che visse una vita di penitenze ed espiazioni. Morì il 6 febbraio 1627. Al suo funerale, alla chiesa di Montesalvo accorse una gran folla, che, per devozione, fece a pezzi la sua tunica, per trarre delle reliquie.

Il suo corpo fu sepolto nel Convento di Montesalvo, in un luogo particolare “ab aliis seiuncto”.

I suoi genitori la educarono nel santo timore di Dio, e nelle opere di pietà Cristiana.

Arrivata all’età di 12 ani fu dai genitori promessa in matrimonio ad un uomo della stessa Casa, Ceraulo, con cui non si poté effettuare il matrimonio per causa della parentela essendovi necessaria la dispensa, la quale non si poté avere da Roma, se non dopo sei anni, nel 1579. Si celebrarono dunque le nozze (benché avessero per tutto il tempo, in cui stavano attendendo la dispensa, abitato assieme ed ella avesse partorito due figliuoli ed avesse anche vissuto con poco timor di Dio), ma dopo un anno ad Elisabetta morì il padre; il marito cominciò a maltrattarla con parole e con fatti, a combatterla ed oltraggiarla ed alla fine, dopo 8 anni l’abbandonò, fuggendosene in paesi stranieri(1588).

Rimasta sola si diede sfrenatamente alla sensualità, ed ai passatempi del mondo, non attendeva altro che a sollazzi, giochi e pratiche poco oneste, in modo tale che scordatasi completamente di Dio, si diede tutta alla vanità del sesso.

Ma il Padre delle Misericordie, mosso dalla pietà di quell’Anima, che gli costava il sangue, la toccò nell’interno, facendole conoscere lo stato miserabile in cui si ritrovava; perciò cominciò di giorno e di notte a piangere, tanto amaramente le sue colpe, che ogni mattina il guanciale era bagnato dalle lacrime.

All’inizio della sua conversione pensava di farsi Suora Carmelitana. Ma, in una delle visioni, ebbe la chiara percezione che ben altra fosse la volontà di Dio: di prendere l’abito del Terz’Ordine Francescano, diretto dai Frati Minori Riformati di Montesalvo. Finalmente il 5 febbraio del 1627 piena di meriti, si presentò alla misericordia di Dio, all’età di 65 anni e trentotto anni dopo la sua conversione.

I miracoli di questa serva di Dio, per trascuratezza dei frati non furono raccolti. Solamente il padre Francesco da Pietraperzia, essendo allora chierico nel Convento di Montesalvo di Castrogiovanni, testimoniò di avere visto venire dalla città di Calascibetta una donna vessata dai demoni. Portata a gran forza dai suo parenti, !a quale gridando diceva, che Suor Elisabetta la tormentava, ed entrata in chiesa e postala sopra la di lei sepoltura videro che d’un subito tutti i mattoni che erano murati con la calce, ben forti sopra di essa, si staccarono ad un tratto da se stessi, il che fu di gran stupore a tutti, restando poi quella donna miracolosamente libera.

Questo Comitato ritiene giusto far conoscere e divulgare anche questo patrimonio religioso.

Enna, 6 febbraio 2016

p. Il COMITATO

(Gaetano Vicari)

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