I produttori siciliani di olio d’oliva fanno rete: “Serve corretta informazione al consumatore”

I produttori siciliani di olio d’oliva fanno rete: “Serve corretta informazione al consumatore”
Fonte: Cronache di Gusto

di Federica Genovese, Randazzo (Ct)

L’olio d’oliva è il tema di un evento che si è tenuto a Randazzo in provincia di Catania qualche giorno fa.

L’iniziativa è stata organizzata con il contributo di associazioni ed enti di categoria come Anga – associazione nazionale giovani agricoltura; Valdemone Dop; Apom – Agricola Produttori Olivicoli Messinesi; Apo – Associazione produttori olio Catania; Cia – Confederazione Italiana Agricoltori; Monte Etna Dop; Etna Olive Oil Award. Federico Meli, appassionato di olio extravergine d’oliva, dopo aver frequentato un corso per assaggiatori, ha voluto organizzare questo incontro che si è tenuto presso l’azienda Casa Merlino. Qui, tra distese di uliveti che guardano l’Etna ed i Nebrodi, si alternano luci ed ombre di un settore in via di sviluppo. Federico modera il tavolo dei relatori, dove siedono personalità di spicco per l’ambito: Pippo Ricciardo dirigente della condotta agraria (Uia) di Sant’Agata Militello, capo panel e tra i massimi esperti di analisi sensoriali della Sicilia; Giosuè Catania, presidente Apo (Cia) di Catania; Giovanni Bonfiglio produttore e vicepresidente dei giovani Confagricoltura Catania (Anga); Francesco Bruscato, funzionario della Condotta Agraria di Lercara Friddi (Uia), tra i primi dieci esperti di potatura dell’ulivo italiano, e lo scrittore e giornalista Mario Liberto.

E’ un incontro rivolto tanto ai produttori quanto ai consumatori che vogliono rendersi consapevoli. Ai primi si raccomanda una grandissima attenzione in ogni fase che determina la produzione, dalla potatura alla raccolta fino alla spremitura, chiamando qui in causa i frantoiani. Delicate e cruciali le fasi di imbottigliamento e conservazione. A questo proposito si esprime Licciardo: “Elementi preziosi presenti nei nostri oli, quali ad esempio gli acidi grassi polinsaturi omega 3 ed omega 6, sono certamente benefici ma se sono conservati bene, non disturbati dall’ossigeno poiché molto labili. Bisogna tenere sotto controllo il tenore di acido oleico, che garantisce la stabilità dell’olio”. Interviene anche Gino Catania, con un appunto sui parametri di qualità che guarda oltre i confini nazionali: “La Sicilia, con il 18% di superficie olivicola in biologico, è la prima in Italia, e le nazioni che sono interessate ad acquistare il nostro prodotto, puntano sulla qualità intesa in termini di tecniche di produzione ed aspetti salutistici. Il nesso è imprescindibile”. E prosegue il presidente di Apo Catania, evidenziando una legge (da molti trasgredita), a tutela dei consumatori-clienti della ristorazione. Quella che impone l’etichetta del prodotto, quantomeno servito al tavolo, ed il tappo antirabbocco. Grazie a questa legge è cresciuta anche l’attenzione degli chef professionisti che, oltre a scegliere aziende di qualità, propongono abbinamenti tra oli e piatti.

Sul perché non ci sia correlazione tra qualità e mercato, si esprime Giovanni Bonfiglio, presidente Anga: “L’olio è un problema culturale, il prezzo medio è l’unico parametro su cui si basa la qualità di un prodotto. Servono più corsi di degustazione per rendere consapevoli sulla qualità dell’olio”. Tutti i relatori concordano sul fatto che sia necessaria una operazione di marketing pari a quella effettuata sul vino, rispetto al quale è passato appunto in secondo piano. Sponsor e contributi di alto livello, appartenenti non solo alla zona dell’Etna, hanno messo in tavola (letteralmente) i loro prodotti, mostrando e dimostrando quanta e quale qualità si è in grado di produrre. Presenti con i loro oli, Azienda agricola Santa Catrini, Azienda Noc, Azienda Agricola Essenze dell’Etna, Masseria Biologica, Feudo Vagliasindi, Al- Cantara Azienda Vitivinicola, Oleificio Russo, Oleificio Costa, Fratelli Saletti, Principe di Sarconte, Frantoio Romano. Contributi apprezzati, quelli che hanno permesso una degustazione campestre gourmet, i formaggi tipici e pluripremiati del Caseificio La Cava, il buon pane cotto in forno a legna a lievitazione naturale del Panificio Maria Santissima del Carmelo, i salumi della Macelleria il Quadrifoglio e di Parisi alimentari e il vino dell’azienda Francesco Modica.

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