I PALOMBARI DELLA MARINA MILITARE IN SUPPORTO AL COMUNE DI PANTELLERIA PER LA RIATTIVAZIONE DEL MOLO TOSCANO

I PALOMBARI DELLA MARINA MILITARE IN SUPPORTO AL COMUNE DI PANTELLERIA PER LA RIATTIVAZIONE DEL MOLO TOSCANO

Durante un esercitazione il Gruppo Operativo Subacquei di COMSUBIN ha distrutto un enorme masso che impediva l’attracco dei traghetti nel porto

Il 9 giugno 2018 alle ore 10.00 a bordo di Nave Amerigo Vespucci della Marina Militare, in sosta nel porto commerciale di Palermo ed ormeggiata presso la banchina Vittorio Veneto Nord, è stata indetta una conferenza stampa con cui il Vice Presidente della Regione AVV. GAETANO Armao assieme all’Ammiraglio di Divisione Paolo Pezzutti, Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei” della Marina Militare, dell’Contrammiraglio Salvatore Gravante, Direttore Marittimo della Sicilia Occidentale, ed al Sindaco del comune di Pantelleria, Gino Gabriele Salvatore, illustreranno l’esito dell’attività svolta dai Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) di Comsubin nelle acque dell’isola di Pantelleria (TP) per ristabilire le condizioni di sicurezza dello specchio acqueo antistante la diga foranea del porto nuovo.

Tale struttura, inagibile dal 2012 a causa di una violenta mareggiata, era stata costruita per essere destinata all’ormeggio non solo dei traghetti di linea, che assicurano la continuità territoriale con la Sicilia, ma anche quale centro nevralgico del traffico marittimo nel Mediterraneo Centrale.

Si sono appena concluse le operazioni subacquee, ipotizzate dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Pantelleria, fatte proprie dalla locale Autorità Civica e condotte dai Palombari di Comsubin con il supporto tecnico-logistico del personale delle locale Guardia Costiera.

La scelta dell’isola di Pantelleria ha avuto il duplice scopo di poter far esercitare i Palombari del Nucleo SDAI di stanza in Sicilia all’impiego del Cardox System, un assetto del GOS che consente di ripristinare le vie di comunicazione marittima e le infrastrutture portuali, e di aiutare il Comune di Pantelleria a riabilitare finalmente la sicurezza operativa della diga foranea e del relativo approdo per i traghetti, non impiegabile da 6 anni, eliminando un grosso masso in calcestruzzo, di circa 80 metri cubi, senza impattare in alcuna maniera con l’ecosistema marino.

L’attività rientra infatti nell’ambito di una periodica esercitazione denominata “SDAI SUD” (Nucleo di Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), che i Palombari del GOS organizzano annualmente per aggiornare e addestrare il proprio personale all’impiego dei materiali ed apparecchiature di ultima generazione.

Il porto di Pantelleria, data la sua posizione strategica al centro del Canale di Sicilia rappresenta una risorsa logistica ed infrastrutturale fondamentale, non solo nell’ambito del sistema portuale isolano, spesso condizionato dalle influenze metereologiche e per tali ragioni bisognoso del ripristino della Diga foranea, ma rivesta una particolare risorsa anche per i traffici commerciali marittimi al centro del Mediterraneo.

NOTA PER I CAPOREDATTORI:

I giornalisti e le troupe televisive che desiderino partecipare alla conferenza stampa a bordo di Nave Vespucci, dovranno accreditarsi, indicando nome, cognome, testata, numero tessera di iscrizione all’albo dei giornalisti, estremi del documento di identità e numero di cellulare, entro le ore 18.00 del 8 giugno 2018, al seguente indirizzo di posta elettronica: marco.decorso@marina.difesa.it

Filmati ed immagini in HD dell’operazione condotta dai Palombari della Marina saranno consegnati in forma digitale durante la conferenza stampa mediante un servizio di cloud storage.

APPROFONDIMENTI:
Il Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin
I Palombari del Gruppo Operativo Subacquei, posto alle dipendenze del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, hanno acquisito la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei e fino a 300 metri con l’uomo. Le missioni assegnate dal Paese al GOS sono le seguenti:
− condurre qualsiasi genere di operazione subacquea tesa alla ricerca, recupero ed intervento lavorativo fino ai massimi fondali consentiti dalle numerose apparecchiature subacquee a disposizione (impianti integrati per immersioni profonde, scafandri rigidi articolati, minisommergibili, robot filoguidati ad altissima tecnologia e qualsiasi gamma di autorespiratore);
− soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà attraverso le apparecchiature speciali imbarcate sulle Navi alle dipendenze di Comsubin o mediante il Nucleo SPAG (Submarine Parachute Assistance Group) trasportato nellare del sinistro con elicotteri o aerei militari;
− effettuare la bonifica degli ordigni esplosivi di qualsiasi natura, convenzionali od improvvisati EOD/IEDD (Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal), che vengano rinvenuti in contesto marittimo cioè sottacqua, a bordo delle Unità Navali e nelle relative infrastrutture portuali.

Con una storia di 169 anni alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito della Difesa nazionale nel contesto delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale. Sono stati migliaia sia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici, sia i trattamenti di ossigeno terapia iperbarica effettuati a favore di pazienti civili.
Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.
Il Gruppo Operativo Subacquei rappresenta un punto di forza, nonché elemento di orgoglio per la Marina Militare, infatti grazie alle sue capacità ed alla stretta collaborazione esistente con i diversi Dicasteri ed Agenzie dello Stato, il GOS viene impiegato in Antartide per coordinare tutte le immersioni che vengono effettuate nell’ambito delle spedizioni italiane organizzate dall’Enea, nelle attività di ricerca e tutela dei beni archeologici subacquei oppure a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico per quanto riguarda le attività ispettiva di controllo agli impianti e strutture subacquee delle attività di estrazione idrocarburi off-shore.
I Palombari sono spesso chiamati ad operare in complesse operazioni subacquee di Protezione Civile, peculiarità che rende tale componente della Marina un vero e proprio strumento complementare al servizio della collettività.
Le operazioni più recenti condotte dai Palombari di Comsubin sono state in occasione di:
− il naufragio della nave passeggeri Costa Concordia (2012);
− il crollo della torre piloti di Genova a seguito dell’abbattimento causato dal Mercantile Jolly Nero (2013), operazione per la quale la Bandiera di Guerra di Comsubin è stata decorata con una Medaglia d’Argento al Valori di Marina;
− gli interventi subacquei di Lampedusa (ottobre 2013) e del Mediterraneo Centrale (aprile 2015) conseguenti ai naufragi più drammatici accaduti negli ultimi anni. In particolare, quest’ultima operazione ha visto Comsubin impegnato nella ricerca e recupero delle salme a 370 metri di profondità ed il coordinamento di tutte le attività tese al recupero dal fondo dell’intero relitto (2015-2016). Per questa operazione è stata attribuita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera di Guerra della Marina Militare e delle Forze navali;
− la rimozione e neutralizzazione di oltre 22.000 pericolosi ordigni esplosivi, residuati bellici, rinvenuti nei mari, laghi e fiumi italiani durante il 2017;
− l’individuazione ed il recupero della scatola nera dell’Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato di fronte a Terracina nel 2017
− La neutralizzazione della bomba rinvenuta sul lungomare di Fano lo scorso marzo.

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