Giovani ennesi che si affermano: Mario “Hevo” Milano: far conoscere la sicilianit nel mondo attraverso la fotografia”

Si pu riuscire a trasformare una passione in un lavoro partendo da un territorio difficile come quello ennese ed avere collaborazioni con importanti multinazionali del settore? Sembra quasi una utopia ma invece per il fotografo ennese Mario Milano stato proprio cos visto che grazie anche allutilizzo di social come Instragram riuscito a farsi conoscere in tutto il mondo. Quasi trentenne con un diploma di geometra in tasca una decina di anni fa inizi a capire, collaborando con uno studio fotografico locale, di essere portato per questa attivit. Ma circa 5 anni fa la svolta. Pubblica delle foto sul suo profilo Instragram che vengono subito apprezzate da importanti aziende ma anche da multinazionali del settore della fotografia. Da li una carriera che continua ad essere in ascesa anche se per lui da modesto cerca di minimizzare. Per adesso rimane sempre una passione dice che mi da la possibilit anche di guadagnare qualcosa. Ma niente di pi. Il mio primo obbiettivo quello di riuscire grazie alla fotografia e a Istangram di fare conoscere la Sicilia, nella sua storia, arte, nei suoi paesaggi ed ambiente nella sua sicilianit nella sua cultura. Ed in questo fine la mia citt ha un posto di riguardo. E Mario tutto ci lo ha dimostrato quando in occasione della Settimana Santa del 2014 in insieme ad un suo collega Marco Severino riusc a portare a Enna grazie al contributo della allora amministrazione comunale e grazie a Instagram una trentina di fotografi che hanno fatto conoscere con i loro scatti la citt di Enna e levento della Settimana Santa e in particolare del Venerd Santo, ad una potenziale platea di circa 1 milione di persone di tutti e 5 i continenti. E stata una esperienza indimenticabile ricorda Mario ed il ritorno di immagine positiva che ha avuto la nostra citt stata di proporzioni enormi. Un progetto questo che potrebbe essere ripetuto? Per quanto mi riguarda si afferma basta che le istituzioni preposte lo vogliano. Sei riuscito a coronare un sogno che tanti hanno, ovvero quello di trasformare una passione in un lavoro. Cosa ti senti di dire a tanti tuoi coetanei che magari hanno tante qualit ma non osano buttarsi per paura di fallire? Voglio ribadire ancora una volta che quello che faccio non ancora un lavoro vero e proprio conclude ma sicuramente mi ha dato la possibilit di rendermi indipendente ma soprattutto di riuscire ad essere pagato per quello che pi mi piace fare. E considerando i tempi che viviamo non cosa da poco. Ma ci vuole anche un pizzico di follia oltre che coraggio. Quindi io ai miei coetanei ma anche a quelli pi giovani consiglio che se hanno delle idee che a loro dire possano essere brillanti che cerchino di metterli in pratica. Tutti abbiamo il diritto di sognare.

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