Giornata nazionale del Diabete, la società dell’Enna calcio porta sulle maglie il simbolo della giornata

Oggi 14 novembre è la Giornata mondiale del diabete, l’iniziativa di sensibilizzazione promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’International Diabetes Federation. Il diabete è una delle malattie croniche degenerative più diffuse al mondo e interessa 415 milioni di persone. Oggi, migliaia di volontari, medici e infermieri hanno organizzato in tutta Italia banchetti e iniziative, con la possibilità di effettuare anche dei test screening gratuiti. Anche a Enna, presso l’Ospedale Umberto I, dalle 8 alle 14, si potranno avere consulenze mediche, valutazioni del rischio, screening per la rilevazione a digiuno della glicemia e di altri parametri utili alla prevenzione; e del materiale informativo. Il compito di relazionare sull’importanza dell’alimentazione come prevenzione e autogestione della malattia, spetterà alla Nutrizionista della squadra gialloverde la dottoressa Sandra Greco. In occasione della giornata mondiale del diabete, la società dell’Enna calcio, presieduta dai presidenti Stompo e Grippaudo, in accordo con la AGD Associazione Giovani Diabetici, ha deciso in questo weekend appena trascorso, di far giocare i ragazzi della prima squadra e degli allievi con un cerchio azzurro attorno al logo della maglia, per renderli testimonial nella sensibilizzazione della prevenzione del diabete. 
“Lo sport, in questo caso il calcio – ha commentato Fabio Badalà, presidente di Agdsicilia (associazione per l’aiuto ai bambini e ragazzi con diabete) -, rappresenta un formidabile veicolo per spazzare ignoranza pregiudizi. È sempre bene sottolineare che ai nostri bambini ai nostri ragazzi non è venuto il diabete di tipo 1 per una scorretta alimentazione e sedentarietà, come accade purtroppo per il tipo 2, ma c’è anche da dire che ,come nel caso degli atleti, il corretto stile di vita permette di raggiungere i risultati migliori nel controllo metabolico così come nell’attività agonistica. Ci sono esempi di calciatori che pur avendo il diabete di tipo uno hanno militato in squadre di serie A altri atleti, in diverse discipline, hanno vinto l’oro alle olimpiadi. Quindi non poniamo limiti ma creiamo possibilità.”

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