Gal Rocca di Cerere: presentato alla Regione l’accordo di Partenariato

Presentato alla Regione l’accordo di Partenariato

del “ ROCCA DI CERERE GEOPARK”

E’ stato presentato dalla Società Rocca di Cerere Geopark all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale l’Accordo di Partenariato Pubblico/ Privato “Rocca di Cerere Geopark” per la elaborazione ed attuazione di strategie territoriali di sviluppo locale CLLD nell’ambito della MIS. 19 del PSR SICILIA 2014/2020.

Il Documento di accordo del Partenariato contenente la strategia di sviluppo locale è stato sottoscritto da 73 enti tra partner Pubblici e privati.

Nello specifico hanno aderito: 18 Enti Locali, ( 17 Comuni + Libero Consorzio Comunale di Enna), n. 5 Università ( Palermo, Catania, Messina, Enna, Siena), 7 Centri di Ricerca, oltre alle università, che hanno attuato processi di innovazione e/o trasferimento di conoscenza, 3 Consorzi di tutela (Pesca di Leonforte, Pagnotta del Dittaino, Formaggio Piacentinu Ennese),10 Associazioni di Categoria professionali (Agricoltura, Artigianato, Commercio) e ordini professionali (Commercialisti, Agronomi, Architetti), 11 Associazioni Culturali, 4 associazioni ambientaliste, 9 associazioni che operano nel sociale, 4 Associazioni portatrici di interesse collettivo, 2 Associazioni di consumatori.

L’area del PAL Rocca di Cerere è composta da 17 comuni Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Cerami, Gagliano Castelferrato, Enna, Leonforte, Nissoria, Pietraperzia, Regalbuto, Santa Caterina Villarmosa, Troina, Piazza Armerina, e Villarosa, che hanno condiviso già l’esperienza Leader nell’ambito dell’Asse IV Leader del PSR Sicilia 2007-2013. A questi Comuni si aggiunge Valguamera Caropepe.

La proposta di Strategia di Sviluppo Locale Rocca di Cerere Geopark si articola attorno a tre ambiti tematici: 1. Turismo sostenibile 2. Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentari, artigianali e manifatturieri) 3. Inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati e/o marginali.

Tra i tre temi selezionati dal partenariato il tema prevalente è quello del “turismo sostenibile” in quanto, come riconosciuto nelle LINEE STRATEGICHE E DI INDIRIZZO POLITICO PER LA PROGRAMMAZIONE DELLO SVILUPPO DELLA SICILIA “La valorizzazione turistica del vasto patrimonio culturale, naturalistico ed ambientale della Regione identifica oggi l’opzione strategica prioritaria, in grado di contrastare efficacemente la crisi strutturale che attraversa, con intensità diversa, tutti i settori produttivi (agricoltura, industria manifatturiera , industriale delle costruzioni e terziario produttivo) e che si ribalta pesantemente sugli indicatori macroeconomici del mercato del lavoro, soprattutto sul versante dell’occupazione giovanile, e sulla stessa tenuta degli equilibri della finanza pubblica regionale”.

La scelta di questi ambiti tematici, oltre che frutto dell’attività di animazione, deriva anche dalla valorizzazione di precedenti percorsi di sviluppo attivati nel territorio e da un’attenta analisi di punti di forza e di debolezza, di opportunità e ostacoli correlati al sistema locale. Per l’ambito tematico (Turismo sostenibile), i riscontri emersi durante il percorso partecipativo, l’analisi di contesto e le esperienze già svolte nel territorio suggeriscono l’applicazione ed il potenziamento delle strategie di turismo sostenibile relazionale integrato che trova sintesi nel Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark, gestito dal GAL.

Date tali premesse, la proposta di strategia del PAL Rocca di Cerere che prevede di:

  • consolidare, governare e promuovere un processo di sviluppo turistico sostenibile “2.0” anche attraverso la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, in quest’area di attrazione di rilevanza strategica;

  • orientare il sistema produttivo locale verso investimenti coerenti con l’organizzazione dei mercati locali e di prossimità e attraverso il potenziamento delle funzioni di commercializzazione dei prodotti;

  • diversificare le attività produttive anche verso attività non agricole, al fine di sviluppare prodotti, servizi e funzioni sociali di raccordo all’interno del cluster territorio;

  • rafforzare l’apertura transnazionale del sistema (socio-economico, produttivo) locale;

  • agevolare e promuovere, attraverso la multifunzionalità e la diversificazione, un sostenibile ricambio generazionale e la creazione di opportunità occupazionali per i giovani del territorio;

  • integrare le iniziative di imprese operanti nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli ed agro-alimentari, anche attraverso nuove strategie produttive (nuovi prodotti, nuovi processi) oltre che attraverso la valorizzazione dei giacimenti eno-gastronomici di qualità dei prodotti biologici e di quelli tradizionali;

  • sviluppare una qualificata rete di servizi anche digitali per il commercio di prodotti certificati incluso il prodotto turistico sostenibile coerente con la CETS;

  • sviluppare imprenditoria nel settore ambientale, nel settore socio-assistenziale ed in quello delle energie rinnovabili

L’orientamento è verso un approccio alla green economy che caratterizza gli investimenti nel turismo (sostenibile), connettendolo alla promozione di azioni per aumentare la competitività e redditività delle filiere produttive (anche attraverso la produzione di energia) avendo cura che tutto ciò diventi anche occasione di inclusione sociale.

Una strategia orientata a costruire connessioni creative tra i beni architettonico-culturali del territorio, le comunità imprenditoriali e dei cittadini che lo abitano con una particolare attenzione alla conservazione e innovazione dei processi ecologici e della biodiversità, delle produzioni locali, delle tradizioni socioculturali.

Il percorso di confronto con la popolazione locale, dice Liborio Gulino Amministratore Delegato della Società, non si esaurisce in questa fase, anzi dovrà continuare soprattutto nella seconda quando si dovrà tradurre la proposta di strategia in un articolato piano di interventi analitico.

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