Forestalinews; Sicilia crisi e rassegnazione di un popolo

Sicilia,Crisi e rassegnazione di un popolo

Terra di Sicilia tanto cara e nello stesso tempo odiata anche a tanti che purtroppo non riescono a trovare un’occupazione minima per poter contribuire e portare avanti la propria famiglia. Terra ricca di cultura,storia,arte e sole ma, maglia nera per occupazione. Percentuali che fanno riflettere in un perenne stato si abbandono da parte dell’opinione pubblica e che rischia seriamente di andare incontro ad uno stato di desertificazione a cui non si riesce più a quantificare il grave problema. Giovani che studiano anche se non hanno le capacità proprie per farlo, aspettano ancora 5 anni andando incontro ad un nuovo tentativo lavorativo più in là , vivendo alle spalle dei genitori che già stentano anche loro per riuscire a far quadrare i conti mensilmente. Terra negativa sotto questi aspetti, non in linea con il resto d’Italia , dove la situazione è leggermente diversa.

Si sono succeduti vari governi regionali, ma quest’anno sembra proprio che si stia raschiando il barile da tutti i punti di vista e lo sciopero di giorno 7 ha voluto rimarcare al governo regionale il malcontento comune di tanta gente che stenta giornalmente. Certo che tanti sono gli aspetti negatici a cui si và incontro negli ultimi anni, dalle essenzialità come il lavoro,la sanità,i rifiuti, i diritti negati, giustizia inesistente, non tralasciando tanti altri fattori secondari ma sempre di primaria attualità. Tanta rabbia nei volti nei siciliani e nonostante si sia cambiato colore politico nelle ultime elezioni regionali, Crocetta non è riuscito a cambiare quello che tanta gente voleva e si aspettava. Tutti buoni dietro le quinte, ma semplicemente uguali al momento in cui si arriva alla poltrona tanto amata e tanto mirata. Si scende in piazza per cercare di cambiare ma, visti i risultati si resta ancora una volta esterrefatti che niente cambia e, nessuno possa far cambiare rotta a questa tendenza che porta inevitabilmente ad una situazione molto critica. Solo il 25% dei siciliani lavora, dati allarmanti visto che a questi si aggiungono tanti giovani che non vanno nemmeno a scuola,nè seguono corsi professionali, visto che neanche questi portano ad avere uno sbocco lavorativo e dove la rassegnazione è diventata l’arma a doppio taglio dove questa percentuale tende maggiormente a salire arrivando già al 40% su tutta l’isola. Niente lavoro e niente riforme ma solo un perenne suicidio mediatico e fra poco anche reale che limita tutti quanti ad una notevole presa di posizione di anarchie e un aspetto che certamente lascia a desiderare l’intera categoria politica, senza cercare colpe di maggioranza e opposizione, perche quando si perde, perdono tutti destra,sinistra e centro. Facile dare colpe altrui e criticare rimane solo l’unica arma bianca che non intacca nessuno. Parlare,parlare e parlare, questa è la sola cosa a cui giornalmente tanta gente assiste e ormai, tutto questo ha stancato migliaia di famiglie che non hanno voglia nemmeno di accendere la tv o leggere un giornale, cercando per qualche ora di alleggerire i propri pensieri e pensare ad altro, specialmente magari dopo aver visto Giletti in tv a cui brillano gli occhi quando attacca la Sicilia tra Forestali o case abusive nella trasmissione di ieri………

Antonio David – Forestalinews

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