Forestali e Forestale, dopo le promesse…. il cerino in mano

Forestali e Forestale, dopo le promesse…. il cerino in mano !
Mentre i sindacati, in questo caso la Uil Agroalimentare festeggia i suoi 25 anni dalla nascita, la situazione per quanto riguarda il settore forestale và sempre più indietro e porta con se tanti dubbi in un periodo sempre più buio e incerto sotto tutti i punti di vista. Dalle promesse fatte a tutti i sindacati compresi quelli di base, si evince un totale menefreghismo e malcontento per i problemi del settore, mettendo in previsione solo il fattore di aver dato al comparto 25 milioni di euro per fronteggiare il parco mezzi del Corpo Forestale. Mezzi utili per fronteggiare al meglio la campagna antincendio che a dirla tutta ne aveva bisogno ma ormai,se ne parlerà averli e toccarli con mano dal prossimo anno…. visto la complicata burocrazia !
Da qui si riparte dal solito punto e cioè dal nulla. Nulla di tutto quello che, tanti si erano illusi, compreso il sottoscritto, perché bisogna salire sul carro quando i tempi non sono consoni e, nel contesto attuale è facile dire che i politici sono tutti uguali ! Il dato di fatto dunque rimane quello che, il settore, compresa la forza lavoro si ritrova ad annaspare ai soliti problemi di 30 anni addietro e, chiunque politico cambi casacca lo fà solo per le proprie glorie e aspettative.
Tutte le riforme paventate in Sicilia dal governo Musumeci sono messe all’ordine del giorno e qualcosa si muove e si tenta di metterla in atto. Quella del settore forestale invece tra paventato rincalzo tra il personale in divisa e, stabilizzazione,aumento di giornate e competenze varie per i lavoratori , viene sempre accantonata o rinviata a data da destinarsi e questa la dice lunga su come il governo intende muoversi. D’altro conto i lavoratori, attualmente hanno altri pensieri impegnati a lavoro tra manutenzione e prevenzione incendi quindi, prendono il problema sottogamba, così come i sindacati che perdono ancora tempo per un problema che rimane di primaria importanza.
Siciliani popolo di burloni e cialtroni, bravi oratori e primi nel dire ma ,ultimi nel fare e su questo purtroppo si concentra tutto il problema che rimarrà tale fino a quando la rivoluzione in persona scenda nel palazzi per far sentire la forza non di 20 mila persone ma, di un solo quarto……

Antonio David

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