Focus Cgil occupazione nell’ennese. la segretaria Rita Magnano “Pronti a dare il nostro contributo per il rilancio del territorio”

Un sindacato responsabile oltre a svolgere il proprio ruolo tradizionale deve anche saper proporre idee e progetti di sviluppo. E sarà quello che farà la Cgil di Enna. Lo ha detto la segretaria provinciale generale della Camera del lavoro di Enna Rita Mangano immediatamente dopo l’intervento conclusivo di Gianna Fracassi della segeteria nazionale Confederale venerdì 23 settembre al termine della presentazione del Focus socio Economico della provincia di Enna, realizzato dal Centro Studi della Cgil che ha fatto una “radiografia” sulla situazione dell’ennese. Un territorio questo che invecchia sempre di più con una perdita di quasi 9 mila persone negli ultimi 15 anni attestandosi oggi 168 mila abitanti. Quindi una popolazione sempre più vecchia (anche se la fascia di età da 15 64 anni è rimasta pressochè invariata) e che sicuramente ancora sta risentendo in modo pesante della crisi economica iniziata nel 2008 e che ancora oggi non si ferma. A sviscerare tutti i numeri in questo incontro che ha visto anche la partecipazione del segretario generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro e indirizzato a tutto il gruppo dirigente provinciale della Cgil ennese Giuseppe Citarrella della Cerdfos e il docente universitario della Lumsa Roberto Foderà. Ad onor del vero il Focus come ha spiegato nel suo intervento Pagliaro ha interessato tutta la Regione e successivamente è sceso nel particolare su ogni provincia. Pagliaro ha evidenziato come anche in un discorso macroeconomico, la Sicilia soffre ancora per una ripresa che se in altre zone del paese lentamente inizia a farsi sentire in Sicilia ancora stenta Basti pensare che il Pil siciliano dal 2008 al 2014 ha perso oltre 15 punti. Solamente negli ultimi anni ha fatto registrare una lieve inversione di tendenza. Ma ad ogni modo è ancora tutta l’economia siciliana costruita per la quasi totalità su beni e servizi a non ripartire con un export ancora fermo al palo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno al 22 per cento. E non certo diversa anzi addirittura più accentuata è la situazione in provincia di Enna numeri sicuramente molto preoccupanti e con un tasso di disoccupazione intorno al 20 per cento. Basti pensare che la provincia di Enna non è “appetibile” neanche per gli stranieri visto che la percentuale della loro presenza, sul territorio più del 2 per cento è la più bassa tra le 9 province siciliane. E ci sono settori dove l’emorragia occupazione è stata e continua ad essere forte come ad esempio il comparto edile dove si sono persi migliaia di posti di lavoro e stessa cosa vale per il comparto agricolo ed il manifatturiero in genere. In aumento invece l’occupazione nel settore dei servizi e di tutti i comparti legati al turismo. Anche se con una inversione di tendenza negli ultimi 2 anni sul saldo tra imprese nate e quelle morte, dal 2008 al 2016 si sono perse in provincia di Enna circa 1500 imprese. Ad oggi quelle iscritte alla Camera di Commercio non superano le 15 mila. In aumento invece l’offerta turistica con un quasi raddoppio del numero dei posti letto negli ultimi 15 anni ed attestandosi oggi a quasi 2600 su tutto il territorio provinciale. “Questa è la situazione siciliana e ennese ma non è che il resto del paese stia meglio – ha detto Gianna Fracassi nel suo intervento – abbiamo voluto fare questo lavoro di ricerca analitico perchè vogliamo fornire a tutti i nostri compagni i dati reali della situazione socio economica del paese. Ma tutto ciò non basta se non c’è un sindacato responsabile voglia essere partecipe nella governance delle politiche di sviluppo di un territorio partendo da alcuni grandi temi come ad esempio l’utilizzo delle risorse pubbliche, una importante campagna di infrastrutturazione ed investimenti nel settore dell’istruzione e formazione. Tra l’altro in questo particolare campo il vostro territorio ha una grande opportunità come la presenza di una università. E la Cgil questo ruolo propositivo lo vuole volgere in prima persona e sino in fondo con grande senso di responsabilità”. “Questi dati ci consegnano una situazione occupazione preoccupante – ha commentato alla fine Rita Magnano – e per questo non ci tireremo certo indietro aprendo a breve una vertenza occupazione e dove daremo le nostre proposte per cercare di avviare un percorso virtuoso da un punto di vista occupazionale per il nostro territorio”.
Riccardo Caccamo

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