Fiom Cgil Sicilia; a Palermo manifestazione con Landini

Palermo, 21 nov- Dopo Milano il 14, Napoli, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, e Cagliari martedi’
prossimo, anche a Palermo i metalmeccanici della Fiom Cgil scenderanno
in piazza per lo sciopero generale della categoria. La manifestazione,
che vedrà la partecipazione del leader, Maurizio Landini, chiuderà le
quattro giornate di mobilitazione decise a livello nazionale contro le
politiche economiche e la riforma del mercato del lavoro del governo
Renzi e “contro la riduzione dei diritti, dei salari e il peggioramento
delle condizioni di vita e di lavoro”. Lo sciopero durerà 8 ore. Nel
capoluogo siciliano è in programma un corteo che partirà alle 9.30 da
piazza Croci. In piazza Verdi poi il comizio di Roberto Mastrosimone,
segretario della Fiom Sicilia, Michele Pagliaro, segretario della Cgil
regionale e del segretario nazionale Fiom Maurizio Landini. “E’
un’iniziativa contro il Jobs act e la legge di stabilità- dice
Mastrosimone- ma anche per chiedere un piano straordinario di
investimenti pubblici e privati in tutti settori recuperando le risorse
con una seria lotta all’evasione fiscale, al lavoro nero, all’illegalità
e alla corruzione Chiediamo inoltre- aggiunge- il blocco dei
licenziamenti e la cassa integrazione per tutti”. Mastrosimone pone
l’accento sulla grave situazione del settore in Sicilia. “Con l’auto si
rischia di chiudere a fine anno definitivamente- dice-, sull’indotto dei
petrolchimici permane lo stato di allerta nonostante l’ accordo su Gela,
anche la Microelettronica- continua- se non si faranno investimenti
sull’innovazione rischia di perdere pezzi. Si aggiunge- dice ancora
Mastrosimone- che la cantieristica non decolla e, dopo la chiusura della
Keller, anche l’Imesi rischia di subire i contraccolpi della mancanza di
commesse”. Il segretario della Fiom Sicilia sottolinea che una richiesta
è la stessa sia all’indirizzo del governo nazionale che a quello
dell’esecutivo regionale: “Ci vogliono più investimenti per il rilancio
di un’industria sostenibile sotto il profilo ambientale”. Per dare il
senso della crisi del settore metalmeccanico in Sicilia basta guardare
l’indotto dei petrolchimici. A Siracusa fino a qualche anno fa i
metalmeccanici erano quasi 7.000 ora sono 2.500 e almeno altrettanti in
cassa integrazione. A Gela dei 650 metalmeccanici dell’indotto della
raffineria sono oggiAggiungi un appuntamento per oggi in attività 200 , 140 sono in cassa integrazione in
deroga ma per 90 di questi è iniziata da pochi giorni la procedura di
mobilità , altri 120 sono in cassa integrazione ordinaria.

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