Facoltà di Medicina rumena a Enna; questa la sua storia

L’apertura a Enna della facoltà romena di Medicina veniva resa ufficiale il 28 agosto dallo stesso amministratore delegato Mirello Crisafulli durante una conferenza stampa nei locali dell’ex biblioteca della Kore, dove si era pesato di collocare la segreteria didattica e così era stato fino a settembre quando l’ateneo ennese chiedeva indietro i locali. L’ex parlamentare tornava da Palermo portando con se un protocollo d’intesa siglato dall’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi, dall’allora assessore alla formazione Mariella Lo Bello

che mettevano a disposizione locali e personale, legittimando di fatto l’operazione portata a termine dalla Proserpina che portava a Enna un corso di laurea di un ateneo statale straniero “Dunarea de Jos”, appunto di Galati. Uscita la notizia a mezzo stampa il Ministro Giannini, l’1 settembre, diffida la Proserpina e tutti i soggetti coinvolti chiedendo anche al Governatore Crocetta “di non fare nulla, di restare inattivi” prima che il ministero chiarisca gli eventi.

12 settembre, presentazione dell’iter procedurale delle iscrizioni ai corsi di laurea di Medicina e delle Professioni sanitarie all’incontro con la stampa interveniva il Direttore Generale della Dunarea de Jos, Cesar Bichescu

Il 24 settembre il Governo della Romania, emanava con decretato l’istituzione dell’estensione formativa in aula remota a Enna

2 ottobre nei nuovi locali, siti in Via Unità d’Italia, della Segreteria di Enna della Facoltà di Medicina Bichescu, Direttore Generale, fa il punto sulla situazione relativa ai corsi ennesi

Con quella denominazione esiste un’associazione chiamata ‘Fondazione’ che il 6 ottobre scorso è stata trasformata in una Srl. Tra i soci fondatori l’ex senatore del Pd Mirello Crisafulli. Intanto la Prefettura di Enna sta svolgendo accertamenti.

il 12 settembre scorso sono partiti due corsi di 20 studenti ciascuno di lingua romena, indispensabili per accedere ai test e dunque alla facoltà. Il 14 dicembre avranno inizio le lezioni vere e proprie.

Il 28 ottobre anche Davide Faraone, sottosegretato del Governo Renzi, si fa portavoce sulla stampa e usa il profilo Facebook per confermare le richieste avanzate dal Miur al prefetto Guida e al procuratore …. “si intervenga per bloccare i corsi”,

I corsi non devono e non possono partire lo avrebbero dichiarato chiaramente anche due pareri, rispettivamente della Presidenza del consiglio, Dipartimento per le politiche europee e dell’Avvocatura dello Stato. Iniziano le indagini da parte della procura ennese.

Il 29 ottobre dopo l’intervento del ministro i rettori degli atenei siciliani si riuniscono in un vertice a Palazzo dei Normanni durante il quale chiedono di bloccare l’avvio dei corsi, proclamano l’inadeguatezza dell’ospedale ennese che non ha i requisiti per ospitare una facoltà di medicina e chiedono al Governo siciliano e chiesto l’interruzione dei rapporti tra le strutture regionali e la Proserpina con loro parlamentari del Movimento Cinque Stelle. La prima fermata di arresto, durante le indagini della Procura di Enna, nella lunga corso di Crisafulli arriva il 3 novembre con la notifica del dirigente generale dell’Asp che chiede indietro i locali e da due mesi di tempo alla Proserpina prima che vengano sfrattati dal piano zero dell’Umberto I. La manager è già stata ascoltata in procura. Per Mirello Crisafulli l’atto è inaccettabile secondo lo stesso ci sarebbe un protocollo d’intesa regolare e registrato che non può essere reciso unilateralmente. Per il vertice dell’ormai ex fondazione la decisione è inaccettabile, dopo la concessione dei locali avvenuta con la vecchia amministrazione in questi ultimi mesi avrebbero anche ottenuto il servizio internet e l’accesso degli studenti alla mensa dell’ospedale. Ma la discesa agli inferi non è ancora finita, dopo lo sfratto dell’Asp arriva il benservito dall’assessore Gucciardi che riacquistata la carica e dopo l’ultima diffida del Miur in una nota scrive: «la convenzione, stipulata in data 28 agosto non può spiegare effetto». Ieri l’ultimo atto di questa storia con i sigilli apposti dalla Finanza all’Umberto I.

I corsi prepedeutici di lingua romena cominciano il 12 ottobre, con tanto di inaugurazione alla quale partecipano anche dalla direzione dell’Azienda sanitaria che da ospitalità alla facoltà nei locali dell’Ospedale Umberto I. I corsi, dal costo di 2200 mila euro, sarebbero finiti il 2 dicembre. Il 9 si doveva svolgere il test di ammissione e il 14 dicembre via al primo anno accademico.

Fonte: Giornale di Sicilia

Angela Montalto

Anche l’assessore regionale alla Salute, Baldassare Gucciardi, scarica il fondo Proserpina, l’ente che ha fatto da interfaccia tra la facoltà di Medicina e Professioni sanitarie dell’università di Galati e le istituzioni ennesi e siciliane per avviare proprio a Enna i corsi agognati. Dopo lo sfratto arrivato dall’Azienda sanitaria diretta da Giovanna Fidelio, che ha chiesto indietro entro due mesi i locali precedentemente concessi, l’ex parlamentare Pd Mirello Crisafulli inghiotte un altro boccone amaro. Un altro protocollo d’intesa diventa carta stracci. «Quanto alla vicenda relativa all’attivazione di corsi di Laurea in ambito medico sanitario ad Enna – recita una nota dell’assessore – si evidenzia che, come subito comunicato dal presidente della Regione in riscontro alla diffida del Miur, la convenzione, stipulata in data 28 agosto 2015 tra questo Assessorato alla Salute, l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, l’Università Kore di Enna e la Fondazione Proserpina, non può spiegare effetto alcuno con riferimento a programmi formativi per i quali non sono intervenuti i necessari atti, autorizzativi, di assenso da parte dello Stato che, anzi, nel caso in esame ha espressamente disconosciuto le relative attività». L’assessore invita anche, il procuratore, Calogero Ferotti, e il prefetto, Fernando Guida, a fare cessare le attività relative ai corsi universitari e quindi anche i corsi di romeno attualmente in corso nei locali dell’ospedale Umberto I. Dall’attuale direzione dell’Asp si apprende inoltre che al protocollo di intesa che doveva sancire una sorta di collaborazione tra i due enti sottoscritto nel 2014 dall’allora commissario straordinario Giuseppe Termini, e dall’ex presidente della fondazione Adelfio Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute nel governo Monti, non solo non è mai seguita alcuna determina o delibera per rendere il protocollo attuabile da parte della dirigenza dell’Azienda sanitaria ennese ma quel documento di cui non si sarebbe fatta comunicazione alla Regione non recherebbe la data di stipula. Materiale già all’esame della Procura. La Fidelio, che ha convenuto con l’assessore Gucciardi, ha comunque assicurato che «restano validi i termini ultimi di due mesi concessi alla Proserpina per liberare i locali, salvo che quest’ultima trovi prima altra sede idonea. Nessuno prima di dicembre manderà via gli studenti». La Proserpina, accusa il colpo, ma è irremovibile: «difenderemo la nostra posizione in ogni sede! Le convenzioni non possono essere sciolte unilateralmente e sono fatte per essere rispettate».

Fonte: Giornale di Sicilia

Angela Montalto

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