Enogastronomia: Expo 2015: 110 aziende hanno aderito al padiglione Cibus Italia

Proseguono i lavori per la costruzione a Expo 2015 del padiglione di Federalimentare e Fiere di Parma che darà visibilità all’industria alimentare italiana e favorirà la sua promozione presso le delegazioni commerciali di 35 Paesi. 

Il padiglione, che si chiama “Cibus è Italia”, a quanto apprende l’Ansa, ha già attirato l’adesione di 110 aziende.

Sono 15 le sezioni merceologiche in cui si snoda il percorso conoscitivo che consumatori e buyer avranno l’occasione di percorrere accompagnati da forti stimoli audio-visivi. Cuore pulsante dell’intero padiglione sarà la Terrazza panoramica all’ultimo piano dove prenderanno vita meeting imprenditoriali, serate conviviali ed eventi promozionali. Ad oggi sono oltre 60 le serate già opzionate da imprese, associazioni, enti e istituzioni.

Il vero valore aggiunto del padiglione Cibus è Italia – sottolineano gli organizzatori – è il massiccio programma di incoming di operatori commerciali esteri che si sta realizzando in collaborazione con l’Agenzia Ice. Nel corso dei 6 mesi di manifestazione saranno invitati oltre 300 operatori provenienti da 35 paesi raggruppati in 12 delegazioni. Per le delegazioni è stato predisposto un soggiorno di cinque giornate. Le prime due saranno dedicate interamente all’Expo, alla visita del padiglione ma, soprattutto, alla realizzazione di workshop di lavoro con incontri B2B riservati alle aziende partecipanti al padiglione. Durante la restante pare del soggiorno, le delegazioni saranno suddivise in gruppi più piccoli che saranno accompagnati ad effettuare delle visite sui territori per approfondire la conoscenza delle realtà produttive locali.

“Il nostro Padiglione è l’unico che consente alle aziende di essere protagoniste ‘dentro’ Expo – dice il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia – E questa occasione, unita all’incoming commerciali e alle visite sui territori, contribuisce a realizzare la sfida lanciata recentemente: raggiungere la soglia di 50 miliardi di export agroalimentare a fine decennio, con la ricaduta di 100mila posti di lavoro in più nella filiera”.

Fonte: Cronache di Gusto

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