Enna, Università Kore; presentata la Guida Turistica “Il cammino della Passione-la Settimana Santa in Sicilia”

Presentata all’Università Kore “Il cammino della Passione.  La Settimana Santa in Sicilia – Itinerari turistico-religiosi” la guida turistica realizzata dalla Fondazione Federico II che propone in un testo duttile dalla piacevole lettura quattro itinerari geografici e un percorso per immagini. A introdurre i lavori Antonio Venturino, vice presidente dell’Ars e Cataldo Salerno, presidente dell’ateneo ennese che si è detto orgoglio del fatto che l’università Kore fosse stata scelta per la prima presentazione del volume. «Del resto – come ha precisato – la città riserva grande attenzione ai riti della Settimana Santa». Enna, insomma, era la cornice ideale considerata anche la suggestione degli incappucciati, più di 3 mila, che Venerdì sfilano in un’atmosfera surreale. Francesco Forgione, direttore della Fondazione Federico II, nel suo intervento ha ricordata la genesi di questo progetto «l’idea di realizzare la guida è nata durante un viaggio in Spagna». Si sa la Sicilia accoglie da sempre la sfarzosità spagnolesca, anche nelle celebrazioni. Forgioni, non ha nascosto la difficoltà incontrata nel portare avanti il progetto dovendo confrontarsi, alla Regione, con interlocutori sempre diversi. Intenso e ricco di citazioni l’intervento del Vescovo di Piazza Armerina, monsignore Rosario Gisana, che citando il racconto evangelico, ha parlato della Croce e della crocefissione sinonimo di vita: «la debolezza del cristianesimo legata alla crocifissione preannuncia la rinascita». Questo volume – secondo Salvatore Ferlita, professore di Letteratura italiana alla Kore – consente al lettore una sorta di ubiquità che lo conduce in luoghi diversi della Sicilia. I quattro itinerari possibili: il primo si muove da Palermo fino a Misilmeri, il secondo si snoda da Collesano, San Cataldo, Caltanissetta, Riesi fino a Piazza Armerina, il terzo da San Pier Niceto (Me), fino a Enna e il quarto e ultimo da Sortino  sino ad Avola. Cosa resta di religioso in una festa religiosa? Si chiede il docente. Se dei riti religiosi Sciascia, in Sicilia, salvava la Settimana Santa nella quale rivedeva la religiosa contemplazione della morte dove al centro non c’era il Cristo ma bensì il dolore di una Madre, oggi i pellegrini diminuiscono e aumentano i fotografi. «La Pasqua – per Ignazio E. Buttitta, docente di Storia e Tradizioni popolari e curatore dei testi – oltre che affermazione e condivisione di fede profonda diviene per la comunità momento di riconoscimento e rivendicazione di una specifica appartenenza». Molte le riflessioni e le suggestioni di questo incontro.

Angela Montalto

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