Enna: Università Kore; 7 mila studenti rimasti senza Servizio Mensa

7 mila studenti che arrivano da tutta la Sicilia e iscritti all’università Kore di Enna privati del servizio mensa. E chissà cos’altro ancora. L’Ersu, l’ente per il diritto allo studio ennese è ancora nell’impasse, e se prima mancavano le figure di governo di nomina regionale oggi il Consiglio d’amministrazione non ha più il numero legale per lavorare. Quindi tutto fermo. Impossibile deliberare una gara d’appalto altrettanto rinnovare e prolungare una convezione esistente. «Noi chiediamo solo che ci vengano riconosciuti i nostri diritti», dicono i rappresentanti degli studenti. E così i ragazzi, soprattutto quelli in situazioni economiche precarie, che potevano pranzare o cenare nei locali convenzionati con uno o due euro per un primo e un secondo non potranno più. Non lo fanno di fatto dal 2 gennaio, quando sarebbe dovuto ripartire il servizio. «Se hai fame ti accontenti di un panino, pasta o cotoletta è un diritto che non ti spetta». Con queste parole i ragazzi traducono l’ennesimo sopruso. Grande dunque l’indignazione. «Ritenerci disagiati è poca cosa la situazione sta diventando insostenibile– parla a nome dei colleghi Francesco Di Venti, studente e consigliere Ersu – Ogni diritto allo studio, finché la Regione e l’assessorato alla Pubblica Istruzione non prenderà seri provvedimenti, non esiste più, non è garantito». Il numero legale manca ora mai da due lunghi mesi. «E se non fosse stato per l’impegno del dirigente facente funzione e il vicepresidente – dicono – non avrebbero pagato neanche le borse di studio». Tiziano Spada, rappresentante degli studenti scrive sul profilo social dell’assessore alla Pubblica Istruzione Bruno Marziano: «Quanto tempo dobbiamo aspettare ancora? Il diritto allo studio è una cosa seria, non è a me che deve dare delle risposte ma a centinaia di studenti dell’ateneo ennese. Speravamo che l’inizio del nuovo anno avrebbe portato delle notizie positive, ma così non è stato. Siamo pronti a denunciare gli organismi responsabili che continuano a ledere i diritti degli studenti». I ragazzi segnalano anche il silenzio assordante della politica locale che nulla sta facendo per difendere non solo gli studenti ma quello che rappresentano: il futuro. Il problema che riguarda loro e le famiglie, che pagano delle rette universitarie importanti, colpisce anche l’economia del territorio. I ristoratori che contavano sugli introiti dovuti al servizio sono costretti a ridurre il personale. Inascoltato l’appello fatto il 30 dicembre gli studenti si preparano «ad azioni dimostrative forti».

Angela Montalto

Fonte: Giornale di Sicilia

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