Enna, università di Medicina Romena, prorogati i termini di iscrizione al primo anno

A seguito della sentenza emessa dal Tribunale di Caltanissetta, che ha respinto il reclamo presentato dal MIUR, l’Università “Dunarea de Jos” di Galati (Romania) comunica che sono prorogati, al 12 agosto 2016, i termini per l’iscrizione al primo anno dei corsi della Facoltà di Medicina e delle Professioni Sanitarie, relativamente all’estensione in aula remota di Enna, per l’anno accademico 2016/2017.

Enna 20/07/2016 – In riferimento al comunicato apparso sulla Home Page del sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, il Prof. Avv. Augusto Sinagra e l’Avv. Anna Lucia Valvo, nell’interesse della Fondazione/Fondo Proserpina, rappresentata dal suo Amministratore Vladimiro Crisafulli, avvertono il dovere di ristabilire la verità dei fatti in ordine alla recente Ordinanza del Tribunale Collegiale di Caltanissetta, resa in sede di procedimento cautelare e urgente: “Il Tribunale di Caltanissetta ha stabilito, con molta chiarezza, che non solo mancano le ragioni dell’urgenza pretese dal MIUR ma, altresì, qualsiasi fondamento di danno denunciato dal Ministero.

Nel merito il Tribunale di Caltanissetta, non potendo esorbitare dai limiti della giurisdizione cautelare, ha correttamente rinviato l’esame delle argomentazioni del MIUR all’eventuale giudizio ordinario che, eventualmente, potrebbe essere proposto dallo stesso ministero.

Il MIUR, tuttavia, non inizierà mai un giudizio ordinario, perché mancherebbe la legittimità della causa petendi e del petitum. In altre parole, il MIUR, non ha cosa chiedere al giudice ordinario, ma vorrebbe che questo si pronunciasse al posto del giudice amministrativo sulla legittimità dei titoli di laurea che il Ministero sa bene di dover poi riconoscere.

Giustamente, il Tribunale di Caltanissetta non ha detto nulla di quanto pretendeva il MIUR e cioè l’invalidità dei titoli. Sotto questo punto di vista, il comunicato prontamente diffuso dal MIUR appare abusivo e fuorviante perché diffonde notizie prive di fondamento e, forse, di competenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’Autorità delle Comunicazioni.

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