Enna una storia tutta da conoscere: è il libro “Di notte….le stelle” di Filippa La Porta

A Enna è stato presentato il libro
di Filippa La Porta “Di notte… le stelle”
Un libro, una storia che dovrebbe diventare un importante strumento di insegnamento e di comportamenti e di vita in particolare per tanti giovani. Lo è “Di notte…le stelle” dell’insegnante Filippa La Porta presentato sabato scorso 16 giugno in una gremitissima Biblioteca Comunale di Enna. Diversi gli interventi coordinati dalla giornalista Pierelisa Rizzo per questi bellissimo lavoro che racconta di una storia tutta la sentire e conoscere. Ed in sala anche lo stesso protagonista il ghanese Faisal Igala che con il suo racconto ha fatto commuovere l’intera platea. Presenti oltre che l’autrice il prof. Antonino Rapisarda, già docente di Storia e Filosofia, e la prof.ssa Mariangela Savoca, docente di Filosofia e Scienze Umane. Presenti anche il prof. Tony Colina che ha realizzato il dipinto della copertina del libro, l’avv. Andrea Di Salvo che ha curato la postfazione e l’editore Maurizio Vetri. Il prof. Rapisarda, uomo di grande cultura ha posto l’indice sugli echo-chambers, ovvero sul potere che ha la comunicazione nel descrivere i fenomeni e i problemi, sull’atteggiamento mentale dell’essere umano che tende ad analizzare la realtà in base al proprio gruppo di appartenenza. La professoressa Savoca ha proposto una lettura pedagogica del libro, soffermandosi sulla figura del padre di Faisal, forse troppo rigorosa, che gli ha insegnato però ad essere “una persona onesta e fiera della propria esistenza, capace di non abbattersi mai, neanche di fronte a vicende giudiziarie che ricordano qualcosa dell’assurdo descritto da Kafka nelle sue opere, solo che in questo caso siamo davanti a una storia reale, incredibilmente reale”. Per la professoressa Savoca, Filippa La Porta per è stata pe Faisal “non solo insegnante, ma soprattutto educatore, capace di condurre fuori la ricchezza di una storia tutta umana, un riconoscimento dell’altro, un portare alla luce che non si è limitato alla relazione educativa, che è ciò che ogni docente non dovrebbe mai perdere di vista, ma anche un portare alla luce consegnato ad altri grazie a quest’opera che ci aiuta a superare gli stereotipi e i pregiudizi che purtroppo passano in gran parte dai media, sollecitando nel lettore la capacità empatica di “mettersi nei panni dell’altro”. L’autrice ha poi raccontato le vicende che l’hanno condotta alla stesura del libro, partendo dalla sua esperienza di docenza nel carcere di Enna. Esperienza che l’ha fatta crescere dal punto di vista professionale e che l’ha arricchita emotivamente. Entrata nella casa circondariale senza pregiudizi, ha capito l’importanza della relazione educativa con i corsisti detenuti, relazione fondata sul rispetto, sull’empatia e sull’ascolto. E proprio dall’ascolto della storia di Faisal ha deciso di mettere nero su bianco le vicende di questo terribile dramma umano. Scrive l’autrice nella prefazione: “Questo libro non è un racconto fantastico o una bella fiaba in cui tutti vissero felici e contenti. È la storia di un uomo, o meglio, la storia di un’anima che ha dovuto patire la sofferenza del cuore, per non soccombere ad essa. È l’elogio alla forza individuale, all’umiltà che, abbandonatasi alla legge, ha trovato finalmente giustizia. Una storia complessa che affonda le sue radici in Ghana, con la pudica innocenza di un popolo che non conosce differenze di religione, il viaggio nel deserto del protagonista, il terrore in Libia, il dramma della traversata alla volta della desiderata Italia alla ricerca di un sogno quasi inafferrabile, l’esperienza della detenzione”. Detenzione ingiusta: dopo quattro anni Faisal verrà assolto dall’accusa gravissima di omicidio plurimo aggravato.Tanti sono i messaggi che scaturiscono dal libro: l’importanza dell’educazione familiare, della scuola e dell’istruzione come strumenti di emancipazione dell’individuo, l’invito a non abbattersi mai di fronte alle intemperie della vita. L’incontro si è concluso con la commozione generale, suscitata dal vivo racconto di Faisal, che ha ripercorso le tappe della sua vicenda umana.
L’iter giudiziario è stato riassunto in maniera chiara e senza tecnicismi dall’avvocato Andrea Di Salvo, mentre il prof. Colina ha spiegato il significato del quadro che ha dipinto e che fa da copertina del libro. Soddisfatto l’editore per la sentita partecipazione del pubblico.

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