Enna sotto i bombardamenti del 1943, il racconto del Bollettino 701

Durante la seconda guerra mondiale, anche Enna come tante altre città siciliane, fu sottoposta a violenti ed intensi bombardamenti delle forze anglo-americane che, a partire dal 13 luglio 1943, provocarono un gran numero di lutti e distruzioni in tutta la città.
La guerra, accompagnata da fame, miseria e sporcizia, sconvolse la vita anche a tanti ragazzini. Uno di questi – quattordicenne – durante un bombardamento, mentre si trovava riparato insieme con la famiglia in un rifugio antiaereo, dimostrando un non comune senso dell’ironia, fissa su un foglio di quaderno una sua personalissima e tragicomica immagine di quei terribili eventi, sulla falsariga dei bollettini di guerra che giornalmente venivano trasmessi alla radio.
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Bollettino n° 701
“Il Quartiere Generale delle Forze Armate comunica:

Questa notte, mucchi di cimici che tentavano di occupare una posizione sulla coscia destra, sono stati subito contrattaccati da una formazione di pidocchi che li ha respinti con gravissime perdite delle cimici.
Contemporaneamente formazioni di zanzare, ad ondate successive, eseguivano un intenso martellamento sulle cimici, decimandole. Due nostre zanzare non hanno fatto ritorno alle basi.
Durante l’esecuzione di un attacco di mosconi due nostri pidocchi sono stati gravemente feriti ma la pronta reazione contraerea delle pulci riusciva ad abbattere due mosconi e altri due si ritengono probabilmente abbattuti. Negli altri settori si registrano attività di artiglieria.
Un reparto di pulci nemiche appiedate, sulla boscaglia del monte Delfino, fu subito catturato. Nella pancia colonne meccanizzate di pulci hanno superato il monte ed hanno occupato il canale centrale della schiena; nostre formazioni hanno eseguito a bassa quota un intenso mitragliamento, incendiando sette pulci al suolo ed altre danneggiandone gravemente.
Nella zona della schiena mucchi di cimici nemiche tentavano di occupare un nostro presidio sulla testa ma la nostra divisione pidocchi respingeva con ammirabile sangue freddo gli attacchi delle cimici.
In questa sanguinosa battaglia si è distinta la divisione pidocchi perché dopo un aspro combattimento riusciva a mettere in fuga la divisione pulci e cimici.
Abbiamo letto il Bollettino n° 701.”
Quel ragazzino era mio padre.
Michele Pirrera

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