Enna, situazione difficile per l’impiantistica sportiva

Che Cristo si sia fermato a Enna?. Se si prende spunto dal famoso romanzo di Carlo Levi da cui il regista Francesco Rosi ha realizzato anche un film per quanto riguarda la situazione dell’impiantistica sportiva pare proprio di si. Infatti se è vero che da alcuni anni l’amministrazione comunale con una scelta di grande coraggio consente alle società sportive l’utilizzo gratuito gli impianti, è anche vero che però le condizioni di questi non sono delle migliori. Proprio alcuni giorni fa la protesta pubblicata su Facebook da parte di alcuni sportivi sulle condizioni del campo di calcio di Pergusa, dove si concentra l’attività giovanile di calcio e di Rugby di serie C. Illuminazione insufficiente e addirittura in questo periodo di temperature rigide, senza riscaldamento negli spogliatoi ed acqua calda nelle docce. Ma la situazione del campo di Pergusa non è che la cartina di tornasole di una situazione difficile anche in altri impianti in particolare calcistici come il lo Stadio (se cosi ancora si può chiamare) Gaeta utilizzato dall’Usd Enna, o il campo della zona Macello oggi in condizioni dignitose grazie all’intervento volontario degli stessi atleti e dirigenti di una società di calcio amatoriale. A quanto pare con l’approvazione del bilancio, l’amministrazione comunale ha previsto interventi di manutenzione ordinaria su diversi impianti. Ma sta di fatto che ad oggi la situazione è quella evidenziata sui Social Network. Per onestà intellettuale è giusto dire che il lavoro svolto sia dei funzionari degli uffici comunali competenti che dai pochi custodi negli impianti è encomiabile e fanno veramente i salti mortali per cercare di venire incontro a tutte le esigenze delle società. Ma si tratta sempre di una attività tampone e sempre in emergenza. Quello che realmente sta mancando è una reale programmazione sulle politiche sportive. Ed i problemi ci sono anche nella stessa organizzazione delle attività nelle strutture. Lo si è visto per la piscina coperta dove le società hanno dovuto attendere l’apertura con quasi un mese di riardo rispetto ai tempi programmati. E le lamentele sono anche di società che a loro dire non sono messe in condizione di potere svolgere la loro attività. Come quella di calcio a 5 femminile cui non è stata concessa neanche una ora di allenamento al palazzetto dello sport di Enna bassa costringendo così le atlete di cui diverse provenienti anche da altri comuni, ad allenarsi in un campo all’aperto senza illuminazione.

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