Enna saluta Tanino Andolina, l’amico dei poveri

Se ne è andato all’improvviso, con un malore che lo ha colto nella mattinata di ieri. Tanino Andolina, 68 anni, non era un vip, neanche un politico di fama, eppure non c’è ennese che non lo conoscesse. Cattolico convinto, ha sempre lavorato dietro le quinte, come una formica laboriosa, accanto ai poveri e agli stranieri presenti in città.

Attivo in numerose iniziative ecclesiali (dalla confraternita della Santissima Passione al Comitato di Sant’Antonio, dalle comunità neocatecumenali all’accompagnamento degli adulti ai sacramenti nella parrocchia di Montesalvo), sempre sostenuto dalla moglie Lucia, è all’associazione La Tenda che ha dedicato ogni giorno (e a volte, anche le notti) degli ultimi intensi vent’anni.
Famiglie ennesi indigenti, stranieri con difficoltà di inserimento sociale e lavorativo, detenuti ed ex detenuti, tutti si rivolgevano a lui per un pasto, un tetto, una borsa di vestiti, scarpe, anche solo un pacco di brioche per i bambini. In quella stanzetta di via Silvia, sede dell’associazione, nelle sue vesti di vice presidente del gruppo, Tanino aveva piantato la sua tenda personale, un piccolo ufficio, uno spazio d’accoglienza invaso da scatoloni, dove spesso non c’era modo neanche di sedersi. Eppure nessuno da lì usciva a mani vuote. E non solo provvigioni materiali o il saldo di una bolletta del gas (spesso sostenuti da qualche benefattore), ma soprattutto buone parole di speranza. Come quelle elargite da Tanino a diverse giovani in procinto di abortire spinte dalla disperazione della miseria e che sono riuscite a portare avanti le loro gravidanze, oppure il sostegno spirituale dato a tante famiglie colpite dalla malattia e pronte a gesti disperati.

Tanino non era certo capace di fare miracoli, ma aveva un tono cordiale e modi pacati e il grande dono di riuscire a creare relazioni tra le persone, tra i bisognosi e i benefattori, tra i poveri e gli amministratori, tra quella parte della città che rimane sempre in ombra e il mondo della stampa. Sono nate così le iniziative dell’Epifania solidale, dell’apertura della porta santa della misericordia proprio nella sede della Tenda, l’avvio dello sportello Inci (Immigrati integrati in città), la festa “Echi multiculturali”, assieme alle decine di gare di solidarietà. Il suo numero di cellulare lo digitavano giornalmente politici, giornalisti, dirigenti amministrativi e naturalmente sacerdoti e vescovi.

La sua ultima battaglia è stata quella di garantire il servizio del banco alimentare a La Tenda, chiedendo all’amministrazione comunale di non sospendere il contributo necessario a garantire il trasporto dei generi alimentari di prima necessità.

Tanino lascia orfano non solo figli e nipoti, ma tutti gli abitanti del cuore più misero e bistrattato della città, quello per il quale lui ha speso tempo, forze e fede senza mai aspettarsi niente in cambio.

La città, con i suoi poveri e i suoi stranieri, lo saluterà questo pomeriggio alle 16.30 con il funerale che verrà celebrato nella chiesa di Montesalvo.

Mariangela Vacanti

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