Enna, ritorna a casa il suo “concittadino” S.Elia

Era l’837 d. C. quando il giovane Giovanni Rachiti (S. Elia), uscito con gli amici dalla fortezza di Santa Maria (Chiesa del Carmine) venne catturato dai saraceni, condotto in Africa e veduto come schiavo.

La sua vita fu una mirabile odissea spirituale e geografica, una vastissima opera di evangelizzazione da Roma a Costantinopoli.

S. Elia fu un Santo stimato e venerato ad Occidente come ad Oriente e per questo è considerato il Santo della Chiesa indivisa.

Dopo 1187 anni, grazie a un’immagine, generosamente donata da un ennese, S. Elia “ritorna” nella sua terra natia, tra la sua gente, nella sua casa.

Il 4 maggio ad Enna, nella Chiesa del Carmine, luogo tradizionalmente associato alla abitazione del santo, le due chiese: Cattolica ed Ortodossa, si riuniranno per svelare e benedire insieme il simulacro di Sant’Elia.

Questa celebrazione costituirà certamente l’inizio di incontri ecumenici più frequenti, dunque un rafforzamento di un cammino all’insegna della comunione ecclesiale.

Francesco Gatto

Nella foto la torre Campanaria S. Elia, della Chiesa del Carmine.

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