Enna, punto di riferimento per l’attività formativa dell’Avis per i suoi operatori di Servizio Civile

Con l’approvazione della legge n° 64 del 2001, è stato istituito il Servizio Civile Nazionale, ovvero un Corpo di Difesa Civile aperto anche alle donne, che costituisce una singolare modalità di partecipazione alla cittadinanza e che coniuga i principi costituzionali di solidarietà, la difesa della patria con la crescita personale e la formazione professionale dei giovani.

A Pergusa infatti dal 3 al 7 di novembre si sono ritrovati, giovani tra i 18 e i 28 anni  per una attività formativa e  che hanno deciso di dedicare, per un anno intero, alcune ore della loro giornata a favore di un’attività solidaristica dalla forte valenza educativa e formativa.
Non sono mancati momenti importanti e conoscitivi come la visita alla Biblioteca dell’ Università Kore, presso il centro Trasfusionale dell’ Umberto I,  l’ agenzia pubblicitaria Nerd e con Moodika, start up innovativa che ha ideato l’ app “smart DONOR.. Abbiamo dato una occasione- dice Fabio Fazzi referente per il servizio civile- di crescita personale e di educazione alla solidarietà e alla cittadinanza attiva. Tutte le relazioni, verranno fatte, quotidianamente  da  professionisti con percorsi formativi mirati e riconosciuti dal Ministero e dall’ Avis Nazionale.
Il Servizio Civile è, quindi, un prezioso strumento- dice il presidente di Avis Regionale Sicilia Salvatore Mandara’ -per aiutare, tramite le attività dei progetti, le fasce più deboli della società contribuendo, concretamente, allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro paese. E quindi per i 50 giovani volontari provenienti da 45 comuni siciliani sarà una’esperienza qualificante a livello curriculare,  che potrebbe trasformarsi addirittura in una opportunità di lavoro.
Ogni giorno, questi ragazzi dedicano buona parte della loro giornata alla nostra associazione: accolgono i donatori, li assistono, li informano, s’impegnano nella promozione della donazione del sangue tra i loro coetanei nelle scuole, e tra la gente.
Insomma una scelta ben precisa, quella di dedicare un anno intero della propria vita e di impegnarsi proprio a tutela del diritto alla salute e per la solidarietà, da cittadini attivi e responsabili.
Sicuramente, porteranno con loro e a lungo, il ricordo dei mesi passati in AVIS con gli altri volontari e con i tanti donatori che sono portatori di vita.

 

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