Enna, progetto “Terre di Centro”, Stasera al Duomo Conferenza – Concerto sugli Organi Antichi

Mai più opere d’arte dimenticate e maltrattate. Con questo motto la Soprintendenza per i Beni culturali di Enna con a capo Salvatore Gueli sta portando avanti il progetto “Terre di centro – La produzione artistica e artigianale nella Sicilia dell’interno dall’unità d’Italia a oggi“, che oggi alle 19.30 prevede un importante appuntamento in Duomo con la conferenza-concerto di musica antica del musicologo organista, pianista e clavicembalista Diego Cannizzaro. L’esperto eseguirà dei brani con l’organo storico della chiesa madre e presenterà anche una relazione sulle sue ricerche che hanno acceso i riflettori sugli organi antichi della Sicilia centrale (attività scolta assieme agli organisti siciliani dell’Istituto universitario Tisia).

Il progetto “Terre di centro”, attivatosi grazie a un finanziamento della Comunità europea e al Programma operativo regionale, ha coinvolto le province di Enna e Caltanissetta, 42 comuni in tutto, e decine di esperti d’arte, architetti, archeologi, restauratori e studenti, che hanno realizzato workshop, mostre, eventi e seminari che hanno avuto il loro fulcro a Enna, sotto la supervisione dell’architetto Luigi Maria Gattuso, responsabile del programma.

Lo scorso 10 ottobre sono stati presentati a Palazzo Militello i risultati degli studi “Paesaggio sonoro – audio postcards from Enna”, ideato da Anna Guillot a cura di Fabio Orsi, “Musica antica e organi storici della Sicilia centrale”, a cura di Diego Cannizzaro, “La tessitura nella preistoria della Sicilia centrale”, curato da Enrico Giannitrapani e Vittorio Ugo Vicari assieme a giovani studenti, e ancora, “Tre piazze di Enna antica”, laboratorio di riqualificazione urbana delle piazze Colajanni, Mazzini e Garibaldi, curato da Fabio Naselli, Emanuela Garofalo, Paolo Russo, Maurizio Campo, Andra Caporali e Francesco Mingrino. Ha richiamato l’attenzione di decine di restauratori, poi, il seminario “Acquisizione della qualifica di restauratore dei beni culturali”, organizzato da Cna e Soprintendenza giorno 6 ottobre nei locali della stessa Soprintendenza, appuntamento fortemente voluto dal restauratore ennese Angelo Scalzo, presidente regionale dell’Unione artistico e tradizionale della Cna. Si è chiusa venerdì 23, intanto, la mostra “Arti al Centro” allestita dal 12 ottobre a Palazzo Militello e che ha raccolto opere (alcune delle quali firmate da Renato Guttuso e Michele Tripisciano) del patrimonio culturale della Sicilia centrale dal 1861 a oggi. “Dato il successo dell’iniziativa – hanno annunciato gli organizzatori – stiamo pensando di prolungare i giorni di visita”.

I lavori del corposo percorso verranno conclusi venerdì 30 con il seminario “Il recupero e la valorizzazione delle identità dell’entroterra siciliano. Motivazioni e prospettive di sviluppo”, curato da Maria Katia Guida e Paolo Russo. L’appuntamento è dalle 9 alle 19.30 al cinema Grivi e sono previsti interventi di Salvatore Gueli, Luigi Maria Gattuso, Maria Katia Guida, Paolo Russo, Anna Guillot, Diego Cannizzaro, Emanuela Garofalo, Paola Barbera, Fabio Naselli, Vittorio Ugo Vicari, Enrico Giannitrapani, Barbara Mancuso e Maurizio Campo.

Nel corso della giornata di studi verrà presentato l’Osservatorio permanente delle arti e delle culture contemporanee in Sicilia, “uno strumento che rimarrà concretamente nel tempo sul territorio – spiega l’architetto Gattuso – e che vigilerà perché le opere d’arte dell’Ennese e del Nisseno (ma allargheremo l’orizzonte ad altre realtà del centro Sicilia) non cadano nell’oblio, un punto di riferimento che servirà anche a spronare artisti, artigiani, estimatori d’arte e cultura ad attivare le proprie potenzialità, collegandosi in rete”. Uno degli obiettivi del progetto è quello di valorizzare i tesori d’arte della Sicilia, senza però rinchiuderli in un museo o trasportarli altrove, “lasciandoli semmai nel nostro territorio, là dove si trovano, nei palazzi antichi, nelle chiese, nelle piazze – aggiunge ancora Gattuso – e richiamando qui visitatori e turisti secondo il principio del Museo diffuso”.

Mariangela Vacanti

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